Vaccino Covid, Ichino: “Il datore di lavoro può licenziare il dipendente che si rifiuta di farlo. Lo dice il Codice Civile”

Il professor Pietro Ichino, giurista ed ex senatore, ha affrontato la questione della presunta obbligatorietà dei vaccini rapportandola al mondo del lavoro. Lo ha fatto nel corso di un’intervista rilasciata alla giornalista Virginia Piccolillo de Il Corriere della Sera.

L’arrivo delle prime dosi del vaccino anti-covid in Italia, se da un lato ha alimentato le speranze, dall’altro ha moltiplicato i dubbi e le paure legate alla somministrazione. In occasione del ‘Vaccino Day’, ricorso la scorsa domenica, in ogni parte d’Italia è stata avviata la campagna di vaccinazione. In Campania sono giunte 720 dosi e una di queste è stata iniettata al Presidente Vincenzo De Luca.

Quest’ultimo ha annunciato di voler puntare ad avere il 100% dei campani vaccinati. Dichiarazione non condivisa da alcuni: c’è ancora una parte della popolazione scettica dinanzi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco. Eppure già si fanno strada le prime ipotesi in base alle quali per accedere in alcuni luoghi sarebbe necessario sottoporsi al vaccino.

Ichino, vaccini potrebbero essere imposti dal datore di lavoro

Il giurista Pietro Ichino ipotizza che uno degli ambiti in cui potrebbe rendersi necessaria l’obbligatorietà dei vaccini è proprio quello del lavoro: “Rendere obbligatorio il vaccino non solo si può ma in molte situazioni è previsto. L’articolo 2087 del codice civile obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure suggerite da scienza e esperienza, necessarie per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda.”

Dunque, stando alle sue parole, nel momento sarà possibile estendere la vaccinazione su larga scala, il datore di lavoro potrebbe ritenerla necessaria. Se il dipendente dovesse rifiutarsi: “Se questo metterà a rischio la salute di altre persone il rifiuto costituirà un impedimento oggettivo alla prosecuzione del rapporto di lavoro.”

Alla domanda “O ti vaccini o ti licenzio?” Ichino risponde: “Sì. Perché la protezione del tuo interesse alla prosecuzione del rapporto cede di fronte alla protezione della salute altrui.”

Anche in un tweet postato sul suo account, il professore ribadisce: “Liberi sul vaccino ma non a rischio degli altri. La norma che consente all’imprenditore di imporre ai propri dipendenti la vaccinazione anti-Covid c’è già: è l’articolo 2087 Cod. civ. E sarebbe consentito anche istituire un registro dei non vaccinati.”

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