Napoli, parla il rider derubato: “Mi dispiace per questi ragazzi. Io vorrei solo un lavoro onesto”

Napoli – parla il rider derubato. La notizia che ha aperto la prima settimana del nuovo anno è senza dubbio quella del rider picchiato e derubato del proprio motorino a Napoli.

L’uomo, 50enne padre di famiglia, è stato vittima di una rapina che ha fatto il giro dei social – 5 rapinatori sono stati arrestati – portando dietro di sé una gara di solidarietà che ha confermato ancora una volta la bontà del popolo napoletano.

Infatti sui social è girata una raccolta fondi con l’obbiettivo di 5mila euro per ricomprare il motorino al signor Giovanni – questo il nome dell’uomo rapinato – ma che in poche ore ha raggiunto addirittura la cifra di 11 mila euro. Alla raccolta fondi ha partecipato anche Mohamed Fares, calciatore della Lazio.

Giovanni stamattina ha parlato ai microfoni di varie testate giornalistiche e i colleghi di Si Comunicazione hanno ripreso le varie interviste in un video. L’uomo si dice dispiaciuto dell’accaduto, non arrabbiato, e soprattutto sottolinea di non voler approfittare della bontà del popolo napoletano che gli ha donato quei soldi.

Queste sei persone che mi hanno colpito e derubato purtroppo è una realtà che fa parte di Napoli. La città però ha anche persone generose e di cuore, come quelli della gara di solidarietà nei miei confronti, ma io non voglio approfittare della cosa. Io vorrei solo un lavoro dignitoso per pagare le tasse come tutti“.

Giovanni racconta poi la sua vita passata e quella presente: “Ho lavorato 25 anni all’Auchan di Mugnano come macellaio poi però siamo stati mandati a casa. Faccio le consegne giusto per guadagnare qualcosa perché è umiliante che un capo di famiglia non faccia niente.

In questo mestiere purtroppo c’è molta paura quando scendi per strada, paura per me ma anche per i ragazzi più giovani che magari hanno l’ultimo modello del motorino e sono facilmente attaccabili”.

Un pensiero finale poi per i ragazzi che lo hanno derubato: “Nonostante tutto mi dispiace. All’inizio ero arrabbiato ma ora sono solo dispiaciuto. Vorrei che questi ragazzi facessero cose buone“.

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