Arrivate le prime dosi del vaccino Moderna in Italia: 10 per ogni fiala e proteggono un anno

vaccino moderna
Foto fb Us Naval Hospital Naples

Dopo le prime 718.797 dosi somministrate del vaccino BioNTech e Pfizer in Italia, adesso è arrivato nel nostro Paese anche il secondo approvato dall’Aifa. Si tratta di 47 mila dosi del vaccino prodotto dalla società di biotecnologia Moderna, più facile da conservare. Alle due di notte i camion trasportanti il vaccino partiti dal Belgio hanno varcato il confine del Brennero diretti nella capitale Roma (Istituto Superiore della Sanità). Qui il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri provvederà a distribuirlo nelle prime 4/5 Regioni d’Italia più virtuose (tra queste dovrebbe esserci anche la Campania che è al 97,6% e che ha già somministrato le prime dosi di Moderna ai militari americani).

Il vaccino Moderna dovrebbe proteggere per circa un anno dal virus grazie a una terza dose somministrata nel tempo. Secondo quanto riportato dalla Cnn, l’annuncio sarebbe arrivato dal direttore medico di Moderna, Tal Zaks durante una conferenza stampa:

“La nostra aspettativa è che la vaccinazione duri almeno un anno”. 

Questo vaccino, si differenza dal precedente per alcune cose, e prevede la possibilità di somministrare 10 dosi con un flaconcino (invece di sei) come spiegato nelle caratteristiche tecniche del prodotto presente sul sito dell’Aifa:

“Flaconcino multidose contenente 10 dosi da 0,5 mL. Una dose (0,5 mL) contiene 100 microgrammi di RNA messaggero (mRNA) (inseriti in nanoparticelle lipidiche contenenti il lipide SM-102). Infatti il flaconcino multidose contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all’uso”.

Secondo l’Oms, ci vorrà però ancora del tempo, almeno un anno, per raggiungere l’immunità di gregge grazie al vaccino anti-covid. Intanto con il recovery fund si è deciso di investire un po’ nella sanità italiana.

“Domani in cdm arriva il recovery fund. Per la sanità si passa da 9 a 18 miliardi. É un primo passo molto importante nella direzione giusta. Si ricomincia ad investire sul serio sulla cosa più preziosa che abbiamo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Pubblicato da Ministero della Salute su Lunedì 11 gennaio 2021

 

 

 

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