Covid, Ippolito propone: “Vietare ristoranti, cinema e viaggi a chi non è vaccinato”

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico, ha parlato della necessità di vietare alcune attività a chi non si è sottoposto al vaccino anti-covid. Una decisione che potrebbe contrastare la pandemia suscitando non poche polemiche.

Giuseppe Ippolito del Cts: “Cene e viaggi preclusi a chi non si sottopone al vaccino”

In un’intervista, rilasciata a Elena Dusi de ‘La Repubblica’, ha dichiarato: “Molte attività dovranno essere precluse a chi non è vaccinato: ristorante, cinema, stadio, aereo. Le misure potranno essere adottate quando il vaccino sarà disponibile per tutti altrimenti sarebbe un fattore discriminante. Ho fiducia che gli italiani abbiano capito l’importanza del vaccino.”

Quanto alla prosecuzione della campagna vaccinale si è detto preoccupato: “Il vero problema, come è noto, è la mancanza della materia prima, il vaccino appunto.”

Sono sempre di più i cittadini che hanno accolto con gioia l’idea di avviare una vaccinazione di massa. Non mancano, però, i cosiddetti No-Vax che potrebbero opporsi alle eventuali limitazioni previste per i non vaccinati.

Si è già discusso delle conseguenze in ambito lavorativo, arrivando alla conclusione che il datore di lavoro potrebbe anche licenziare chi si rifiuta di sottoporsi all’iniezione. In particolare, in Campania non è stata accolta positivamente da tutti nemmeno la cosiddetta Carta dei Vaccinati, un attestato che conferma l’avvenuta vaccinazione da esibire all’ingresso dei luoghi pubblici o per fruire di alcuni servizi in maniera agevolata.

Stavolta, dal direttore dello Spallanzani arriva una misura che potrebbe essere avvertita come ulteriormente limitante. Se dovesse realizzarsi nel concreto, infatti, per i non vaccinati non sarebbe possibile un vero ritorno alla normalità.

Intanto prosegue l’obiettivo di immunizzare il maggior numero di cittadini possibile. A breve saranno vaccinati gli ultra 80enni, oltre i sanitari, che rientrano tra le categorie maggiormente a rischio. In Campania, la piattaforma riservata alla prenotazione del servizio ha già raggiunto un boom di adesioni a pochi giorni dal suo lancio. Segno del fatto che buona parte della popolazione ripone la propria fiducia nell’arma del vaccino.

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