Pronta una serie tv su Cutolo, l’autore Domenico Maria Corrado: “Parte dal ’77 e si basa sulle sue lettere racconto”

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La morte del boss Raffaele Cutolo continua a far discutere. Il fondatore della Nuova Camorra Organizzata ha segnato la storia italiana mettendo in luce i legami oscuri tra criminalità organizzata e Stato. Tante le trattative, alcune ammesse altre negate, che mostrano una sorta di alleanza in situazioni estreme come il rapimento dell’assessore democristiano Ciro Cirillo ad opera delle Brigate Rosse.

La sua vita sembra appunto un film e c’è già chi è pronto a realizzare una serie. Una serie tv in cantiere da anni, infatti Domenico Maria Corrado sin dal 1992 comincia a studiare il fenomeno camorristico e mafioso in Italia e intrattenere una corrispondenza epistolare con Raffaele Cutolo che lo autorizzò a scrivere la sua biografia e a trarne un film sulla sua vita. Come si legge nel comunicato:

“La Serie TV è prodotta dalla Green Film, che ha sposato l’esigenza dell’autore di raccontare la storia di Cutolo, partendo dal 1977 (anno del primo arresto), fino ad arrivare al 41bis. La storia basata sulle lettere vere di Cutolo al Corrado, racconta l’intreccio di mafia, politica e vita vissuta di un personaggio tanto discusso: dai feroci crimini alle testimonianze, con particolarità narrate nei minimi dettagli e raccontate in chiave filmica. Il progetto già in fase pre-produttiva è ambito dai vari network distributivi (on-demand e commerciali), e sta generando curiosità anche sul cast che vede un respiro internazionale”.

Domenico Maria Corrado spiega il contenuto della serie:

“Tutto quello che sarà la serie è frutto di 3 elementi sostanzialmente: la corrispondenza con Cutolo (interrotta una decina di anni fa perché non era più in grado di rispondere); lo studio approfondito di tutti gli atti processuali che lo riguardavano, confrontati con quelle che sono le sue verità; l’osservazione a-critica del personaggio “mitizzato” in chiave positiva o negativa, che come tutti i miti (positivi o negativi) affascinano gli spettatori alla stregua dell’esempio di Al Capone“. 

 

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