Vaccino, in Campania mancano le dosi: “Potremmo fare di più se avessimo più dosi dal Governo”

La Campania si è rivelata tra le Regioni più efficienti nella somministrazione dei vaccini, ma attualmente soffre della carenza di dosi, così come messo in evidenza da Ciro Verdoliva, Direttore Generale dell’Asl Napoli 1, nel corso della trasmissione ‘Barba&Capelli’ su Radio CRC Targato Italia.

Campania, mancano le dosi per i vaccini: le parole di Verdoliva

Ammonta al 10% circa la percentuale di dosi perse a causa dei tagli nelle consegne delle case produttrici. Ai rallentamenti della Pfizer si aggiungono, di recente, quelli di Astrazeneca che ha riservato alla Regione meno vaccini di quelli previsti, facendo slittare la campagna per le forze dell’ordine. Ciò nonostante in Campania si sono raggiunti risultati importanti.

Lo stesso Verdoliva ha dicharato: “Abbiamo una capacità di circa 4mila dosi al giorno. Stiamo viaggiando al di sotto perché i vaccini sono minori della nostra capacità, con un taglio del 10%. Fino ad oggi abbiamo somministrato 30.600 prime dosi e 15mila seconde dosi tra Pfizer e Astrazeneca. Poi 6mila dosi agli over 80 su 32mila adesioni di cui 8.500 a domicilio. Qui c’è un punto importante per mettere in campo la migliore organizzazione capace di avere la somministrazione a casa in piena sicurezza. Sono 11.600 le adesioni del personale scolastico e 5mila sono over 55. Per loro stiamo aspettando, in giornata, la possibilità di somministrare l’Astrazeneca. E ne abbiamo somministrate già 4mila”.

Dunque, la campagna potrebbe proseguire ancor più spedita in assenza di tali ritardi: “I numeri sono importanti ma potremmo fare di più se avessimo più dosi dal Governo. Siamo preparati e organizzati ma non possiamo erogare per mancanza di vaccini. Al momento è attiva la Mostra d’Oltremare e appena avremo altri vaccini apriremo ulteriori sedi valutando anche postazioni a Capodichino e Scampia”.

Anche il Presidente De Luca ha lamentato l’inefficienza nel Governo che costringe le aziende sanitarie locali a non poter stilare una precisa programmazione. Ad oggi, i direttori delle Asl ancora non conoscono il numero di dosi che arriveranno a marzo, trovandosi nell’impossibilità di pianificare con accuratezza il prossimo step.

Oltre alle mancate consegne, il vaccino Astrazeneca presenta un’ulteriore problematica: circolano voci sempre più insistenti sulla sua presunta inefficacia e sui rischi che potrebbe incorrere il paziente a seguito della somministrazione. Su ciò è intervenuto Alessandro Perrella, infettivologo del Cardarelli e membro dell’Unità di Crisi Regionale: “Tutti i vaccini in commercio e disponibili per l’utilizzo sono studiati e hanno dimostrato l’efficacia”.

“Astrezeneca nasce da una comunicazione incresciosa mediatica. L’Italia ha una grande tradizione sui vaccini e siamo molto attenti sulla sicurezza. Aifa ha voluto valutare con calma quei dati. Il vaccino è valido come Pfizer e Moderna. Noi stiamo facendo una campagna vaccinale di massa ciò vuol dire ovviamente persone diverse con caratteristiche diverse”.

Ha, inoltre, tranquillizzato la cittadinanza sulle possibili reazioni avverse: “Sono disturbi infiammatori che seguono un vaccino. Gli altri minori, come nausea o diarrea, sono associati alla caratteristica del vaccino. Su 100 soggetti che si vaccinano si possono presentare questi effetti su 5 persone”.

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