Recovery Plan, De Luca: “Fondi aggiuntivi al Sud. Abbiamo un territorio benedetto da Dio”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, agli Stati generali del turismo di Sorrento, ha parlato dell’emergenza covid-19 e del programma di investimenti per rilanciare il Sud. Presente, in collegamento, anche l’attuale Ministro del turismo, Massimo Garavaglia.

De Luca sugli investimenti per rilanciare il Sud

Queste le sue parole del Presidente campano sul settore turistico: “Abbiamo grandi problemi da affrontare. In Campania abbiamo affrontato la primissima emergenza investendo risorse importanti per dare un’integrazione al reddito dei lavoratori stagionali del turismo per quattro mesi, un bonus alle imprese del comparto turistico e così via. Abbiamo cercato di dare una mano a un settore duramente colpito”.

“Entrerà in vigore a breve un codice unico delle strutture ricettive per contrastare i fenomeni di abusivismo che abbiamo nel comparto. Stiamo lavorando a mettere in piedi una serie di eventi che ci consentano di attrarre turismo se ci saranno le condizioni minime indispensabili”.

“Oggi abbiamo le emergenza principali che sono davanti  a noi: quella sanitaria e quella che riguarda la necessità di un rilancio di investimenti. Parliamoci con chiarezza finché non avremo le condizioni minime di sicurezza sanitaria diventerà estremamente problematico parlare di ripresa del turismo”.

Prosegue ribadendo il problema della sperequazione nella distribuzione dei vaccini: “Abbiamo registrato una sorta di mercato nero anche nella distribuzione dei vaccini. La Regione si è battuta per l’affermazione di un criterio molto semplice: un cittadino un vaccino. Ma siamo in un Paese in cui anche un criterio oggettivo come questo si fa fatica ad affermarlo. Mi auguro che la Campania possa recuperare le dosi in meno che ha ricevuto rispetto a Regioni che hanno un milione e mezzo di abitanti in meno”.

Poi si rivolge al Ministro: “Voglio rivolgere un appello a Massimo Garavaglia perché si intervenga su questo piano e si facciano alcuni passi per quanto riguarda fondi europei e programmazione nazionale. Dobbiamo soprattutto decidere l’importo delle risorse che nell’ambito del Recovery Plan sono destinate al Mezzogiorno d’Italia. Qui credo che avremmo molto da discutere e da confrontarci”.

“L’unico dato fornito dal Governo precedente parlava di destinare al Sud un 34% di quelle risorse. Questa è una specie di provocazione. Il 34% è la popolazione meridionale sull’insieme nazionale. Noi ci attendiamo che ci sia un sostegno al Sud e che quindi la percentuale sia coerente con quello che prevede il Recovery Plan che ha tra i suoi obiettivi il riequilibrio territoriale e sociale”.

“Mi piacerebbe che l’Italia, lo dico al nuovo Governo, avesse il coraggio che ha avuto la Germania quando è caduto il muro di Berlino. La classe dirigente tedesca ha avuto il coraggio di prendere in mano la Germania ex comunista, che era totalmente depressa, e con un programma gigantesco di investimenti nell’arco di un ventennio ha portato la Germania orientale allo stesso livello di quella occidentale. O facciamo questo o l’Italia continuerà a soffrire e a vivere questo lento declino a cui stiamo assistendo ormai da 20 anni”.

“Il turismo è un settore complesso che richiede un adeguamento a 360 gradi, dai trasporti ai servizi sociali. Stiamo già lavorando per la mobilità, per risolvere i problemi ambientali. Oggi non c’è più l’immagine della Campania legata ai rifiuti , all’inquinamento. Stiamo progettando servizi sociali e sanitari di qualità. Dobbiamo investire nella digitalizzazione, nell’internazionalizzazione andando oltre la stagionalità. Per fare questo abbiamo bisogno di fondi aggiuntivi e per parte nostra saper affrontare la sfida dell’efficienza”.

“Possiamo dire a testa alta che la Campania è pronta ad accettare la sfida dell’efficienza nei confronti di chiunque. Abbiamo i tempi di pagamento più corti di Italia, siamo la prima Regione per capacità di utilizzazione dei vaccini, quei pochi che ci arrivano. Abbiamo in larga misura risolto limiti storici e problemi veri che avevamo al Sud, di grandi porcherie clientelari ed inefficienze ammnistrative. Oggi siamo pronti purché si combatta ad armi pari. Il vecchio Sud non c’è più. Non è che la camorra sia scomparsa, non è che siano scomparsi i problemi sociali”.

“Nessuno può pensare di rilanciare il sistema Italia avendo un terzo del Paese ancora in condizioni di sotto sviluppo, avendo un 50% di disoccupazione giovanile, reti di mobilità indegne di un Paese moderno. Ci stiamo preparando a utilizzare al meglio la sfida di Procida Capitale della Cultura 2022 per una valorizzazione generale della Campania. Noi abbiamo un territorio benedetto da Dio, ce ne sono pochi nel mondo così ricchi”.

Al Ministro rivolge un ulteriore appello, esortando il Governo ad agire su tre fronti: sburocratizzazione, regolazione dei rapporti tra giustizia penale e amministrativa, dinamizzazione della trasformazione urbana. Su quest’ultimo punto sottolinea: “L’Italia è l’unico paese del mondo nel quale la trasformazione urbana è impossibile. In queste condizioni è un Paese morto. Quanto al PIL continuiamo a registrare un lento declino. Dobbiamo custodire in maniera gelosa quei territori benedetti da dio ma anche permettere ad un albergatore di adeguare la sua struttura alla domanda di mercato. Facciamo dell’Italia un paese non solo ricco di storia ma anche di modernità. I giovani oltre al Colosseo e quello che diavolo vogliamo hanno bisogno di vedere altro, opere contemporanee”.

Quanto alla carta vaccinale già diffusa in Campania: “Abbiamo già distribuito le prime 100.000 card di avvenuta vaccinazione. Abbiamo dato una card con un microchip che garantisce la privacy ma che se avvicinato a un cellulare può certificare l’avvenuta vaccinazione. Stamperemo altre 4 milioni di card per avvenuta vaccinazione. Può essere importante nel dare garanzie a chi viene dall’estero”.

La mia sensazione, nonostante tutto, è di fiducia. A volte si creano equivoci ideologici ma dovete sapere che il 70% delle forniture utilizzate al Sud provengono dalle imprese del Nord. Sarebbe interesse comune far decollare le aree che stanno indietro. Devono arrivare i fondi europei e poi rendere conto se si è capaci di investire. C’è bisogno di grande rigore da parte di tutti ma anche di visione, senso della prospettiva. Non possiamo ridurre l’Italia a una baviera un po’ più grande, dobbiamo essere un grande Paese del mondo. Promuoviamo il brand Italia e ci saranno davvero vantaggi per tutti quanti noi”.

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