Covid, il virologo Tarro: “Il cittadino dovrebbe scegliere se fare il vaccino e quale”

Giulio Tarro

Con l’arrivo del nuovo Dpcm comincia a farsi strada l’obbligatorietà dei vaccini anti-covid per alcune categorie professionali e il professor Giulio Tarro, medico e virologo, ha espresso il proprio disaccordo a riguardo.

Obbligatorietà vaccini anti-covid, Tarro: “Libertà al cittadino”

Nelle ultime ore, infatti, il virologo ha dichiarato: “Al cittadino dovrebbe peraltro essere lasciata la libertà di vaccinarsi o meno. Lo Stato dovrebbe limitarsi a consigliare per quali persone potrebbe essere veramente utile vaccinarsi”.

In più, stando alle sue parole, dovrebbe essere garantita anche la facoltà di scegliere tra i farmaci disponibili e preposti alla vaccinazione: “Poiché ci sono diversi vaccini il cittadino dovrebbe avere anche la libertà di scegliere per quale vaccino intende optare”.

Un problema emerso a seguito della bufera sul caso AstraZeneca che ha indotto alcuni soggetti prioritari, convocati per la somministrazione, a non presentarsi nel punto vaccinale. Ciò in quanto riluttanti nei confronti del farmaco, oggetto di continue analisi che puntano a far luce su presenti casi di tromboembolia registrati dopo il vaccino. Al momento l’Ema si è espressa spiegando che il nesso tra eventi avversi e vaccino non è dimostrato ma è possibile in rari casi.

Intanto, il professor Tarro continua a rappresentare una voce fuori dal coro. Di recente aveva sottolineato la disponibilità di cure efficaci per sconfiggere il covid: “Si tratta di una malattia che si può curare usando l’idrossiclorichina e l’azitromicina senza bisogno di un ricovero ospedaliero. Cure inadeguate e posti di terapia intensiva tagliati negli anni scorsi: questi due aspetti non devono essere dimenticati quando si contano i numeri dei morti. É stato necessario un parere del consiglio di stato per usare l’idrossiclorichina. Deve essere chiaro un concetto: la Covid-19 si può curare”.

In controtendenza anche la sua tesi sugli asintomatici, considerati come non contagiosi, così come quella dell’efficacia delle mascherine. Queste ultime, a sua detta, in alcuni casi si rivelerebbero addirittura dannose, oltre che inutili nel frenare la diffusione del virus.

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