Euro2020, stadi pieni e frontiere aperte: i rischi sono dietro l’angolo

L’Europeo di calcio sta per entrare nella fase più calda. Stasera si decideranno le sorti degli ultimi gironi e da sabato prenderà il via la fase finale. Gli ottavi si giocheranno in sette stadi differenti, due partite saranno a Londra, dove si disputeranno anche le semifinali e la finalissima dell’11 luglio.

A Londra a giocare a breve sarà l’Italia per gli ottavi contro l’Austria un uno stadio che vedrà la capienza ancora ridotta. Per chi ritorna in Italia dalla Gran Bretagna ad attenderlo ci sarà un tampone e una quarantena di 5 giorni – come indicato dall’ultima ordinanza del Ministro Speranza – proprio per scongiurare qualsiasi tipo di contagio dall’estero.

Proprio Londra sta creando discussioni e disagi al governo britannico. Mentre si combatte contro la pandemia di covid e la sua nuova variante delta, – i casi in Gran Bretagna stanno crescendo in maniera esponenziale – Johnson e la Uefa hanno deciso di aumentare la capienza di Wembley fino a 60mila spettatori, il 75% del totale dello stadio.

Euro2020, aumenta la capienza di Wembley. Dov’è la sicurezza?

Lunedì il premier italiano Mario Draghi si era detto pronto ad adoperarsi “perché la finale non si faccia nei paesi dove i contagi stanno crescendo rapidamente“, in riferimento alla situazione nel Regno Unito ma la Uefa aveva subito precisato che non era in programma alcun cambio di sede.

I segreti dell’Italia a Euro2020

Decisione che fa storcere il naso in prospettiva di un possibile aumento di contagi. Considerando che ormai il mondo è in piena globalizzazione da anni, che le frontiere sono aperte e che con l’arrivo delle vacanze estive si inizierà a viaggiare, quello di Johnson e della Uefa pare un azzardo abbastanza grosso. Anche in altri Paesi come in Ungheria lo stadio è apparso pieno: 60 mila persone erano infatti presenti per assistere alla gara della nazionale di casa contro il Portogallo.

La mascherina durante l’evento sarà obbligatoria ma come ben vediamo dalle immagini durante le partite sono davvero pochi i tifosi che, presi dall’entusiasmo, la indossano in maniera corretta.

L’errore stile scorsa estate è dietro l’angolo, l’abbassamento dei contagi fa diminuire l’allerta e come abbiamo visto il “liberi tutti” varrà solo per la bella stagione e in autunno se ne pagheranno di nuovo le conseguenze. E’ vero che quest’anno la grossa differenza rispetto ad un anno fa è l’arrivo dei vaccini ma la variante delta è più contagiosa e potrebbe resistere meglio ai sieri anti covid.

In Europa si sta giocando con il fuoco e si rischia di bruciarsi in maniera definitiva mandando in crisi ancora una volta l’economia e tutti i cittadini che fino a questo momento hanno fatto enormi sacrifici. Il calcio è il motore di molti paesi, è passione ed è bello vedere gli stadi pieni, ma questo non è il momento di fare un all-in così azzardato.

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