Hugo Maradona si candida con Maresca: “Voglio aiutare i ragazzi di Napoli”

Maresca consegna la maglia a Hugo Maradona

Dopo una settimana di rumors intorno alla candidatura di Hugo Maradona, fratello dell’indimenticato Diego, in appoggio al candidato sindaco Catello Maresca, stamattina c’è stata la sua ufficializzazione: Hugo correrà infatti come capolista di “Napoli Capitale”, espressione politica capeggiata dall’ex europarlamentare Enzo Rivellini, sceso in campo a sostegno di Maresca per la corsa a Palazzo San Giacomo. Lo scenario prescelto per l’ufficializzazione è, come logica calcistica vuole, la curva B dello stadio Diego Armando Maradona, dove alla presenza della moglie di Hugo e dei vari candidati alla presidenza delle municipalità, è stato deposto un mazzo di fiori azzurri nei pressi della targa che ricorda il Pibe de Oro.

HUGO MARADONA SCENDE IN CAMPO CON MARESCA: “VOGLIO AIUTARE I RAGAZZI DI NAPOLI”

Ho conosciuto Hugo qualche tempo fa. E’ stata la sua determinazione nel portare avanti progetti di natura sociale come allenatore di squadre giovanili qui a Napoli, a convincermi che fosse la persona giusta da candidare” – esordisce Rivellini – “Per fugare subito i dubbi, ci tengo a chiarire una cosa: Hugo si candida con le preferenze. Ciò vuol dire che saranno i napoletani a decidere se lo vorranno o meno come consigliere comunale. Noi non facciamo come quei radical chic, come quei poteri forti che candidano nelle liste bloccate persone che vendevano bibite allo stadio, senza possibilità di una reale espressione popolare. Noi non siamo né di destra né di sinistra, siamo amanti della città e vogliamo che tutti i napoletani possano dare un contributo per farla rinascere. Ecco perché dico che, se il nome di Maradona può servire a dare ai napoletani quell’orgoglio dell’appartenenza che deve ritornare in ognuno di noi, è assolutamente ben accetto”.

Rivellini si è poi soffermato sulla richiesta di cittadinanza italiana fatta da Hugo Maradona, tuttora bloccata nonostante il fratello del Pibe de Oro viva a Napoli da quarant’anni e sia sposato con la moglie Paola, da cui ha avuto due bambini: “Domani o dopodomani accompagneremo Hugo in prefettura per depositare l’istanza scritta dai nostri avvocati. Anche su questo ci tengo a precisare che noi non facciamo come gli altri. Vi ricordate l’episodio dello juventino Suarez che in dieci minuti era diventato italiano? Noi invece facciamo tutto alla luce del sole”.

Il mix tra calcio e politica è proseguito nel momento in cui Rivellini e Maresca hanno consegnato a Hugo la maglia col numero “9 e mezzo”, a ulteriore riprova dell’unicità del “10” vestito dall’ex campione argentino. “La voglia e la storia di Hugo segnano un punto a favore della nostra squadra, che va nella direzione delle cose da fare e degli interessi delle persone” – dichiara Maresca – “Dobbiamo fare i complimenti a Rivellini e ai suoi collaboratori, perché con la lista Napoli capitale sta facendo un ottimo lavoro, con le sue varie espressioni e connotazioni di professionalità della società civile. Questo deve essere il messaggio che arriva alle persone. Per questo ci tengo a sottolineare che noi non sfruttiamo il nome di nessuno, semplicemente siamo aperti alle risorse di tutti coloro vogliano dare un contributo. In questo senso lo sport è l’espressione della società civile e credo chi ne fa parte e abbiamo questa pulsione per la città, debba poter partecipare alla nostra”.

Lo stesso Hugo ha provato a mettere in chiaro gli aspetti più controversi della sua candidatura, rimarcando la distanza dalla politica: “Io non sono molto bravo a parlare, posso solo dire che mi piace lavorare con i bambini, per questo ho accettato di candidarmi, perché penso sia un modo per poterli aiutare. Io non parlo di politica, parlo soltanto di calcio, e poter dare ai bambini due o tre ore alla settimana perché siano felici col calcio, per me va bene. Per questo chiedo ai napoletani di aiutarmi in questa battaglia”. Ma alla domanda sulle polemiche sollevate dagli altri partiti per l’inopportunità dell’uso del nome di Maradona, Hugo ha tagliato corto in modo brusco: “Io sono Hugo Maradona, non sono Diego, e basta”, interrompendo così le interviste con i giornalisti.

A distanza di un paio di mesi dalla data delle elezioni, la competizione elettorale si sposta così sul terreno calcistico, tra il tifoso azzurro Catello Maresca e lo “juventino” Gaetano Manfredi: connotazioni che, in casa centrodestra, si spera possano pesare soprattutto in termini di consenso elettorale, in vista del probabile ballottaggio tra i due. Ad ogni modo le polemiche per l’appropriazione del nome di Diego Maradona in chiave elettorale sono destinate a non spegnersi facilmente.

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