Fucilate intimidatorie contro l’Oasi dei Variconi: la tutela dell’ambiente dà fastidio

Oasi dei VariconiFucilate intimidatorie all’Oasi dei Variconi: “La legale tutela dell’ambiente pesta i piedi a qualcuno questo il commento della CSI Gaiola Onlus dinanzi al gesto illecito subita dall’Oasi dei Variconi.

Oasi dei Variconi, fucilate sul cartello

Il 27 dicembre 2021 la Stazione di Monitoraggio della Fauna I Variconi e Le Soglitelle, sita a Villa Literno e che si occupa della valorizzazione scientifica ed ambientale dell’importante biotopo palustre, ha reso noto sui propri social l’atto intimidatorio a loro arrecato: tre spari d’arma da fuoco hanno colpito il cartello dell’Ente Riserve all’ingresso della Zona Umida dei Variconi.

Nessuno aveva mai osato fare un simile gesto in tutti questi anni, è un clamoroso GESTO INTIMIDATORIO verso tutti Noi che ci impegniamo nella protezione e tutela di questo territorio! Rimaniamo SCONCERTATI di fronte a così VILE gesto che declassifica tutto il mondo venatorio!” hanno commentato.

La denuncia della Gaiola

Tra le tante manifestazioni di solidarietà, non sono mancate le parole d’appoggio e di denuncia della CSI Gaiola Onlus, che si occupa della salvaguardia del Parco Sommerso di Gaiola: “Purtroppo chi dalle nostre parti lavora per la tutela della natura e dell’ambiente, per la salvaguardia di oasi e parchi naturali, che siano marini o terrestri, deve mettere in conto di doversi scontrare con tanta ignoranza, delinquenza e sopraffazione, perchè si sa portare legalità, tutela e rispetto delle regole è un compito ingrato che pesta sempre i piedi a qualcuno!“.

Poi prosegue: “E così la strada è sempre la stessa… l’intimidazione, che oggi assume connotati variegati e diversi, passando dal banale atto vandalico, all’uso strumentale dei social come macchina del fango fino ad arrivare ad azione più classiche ed inquietanti come quella accaduta pochi giorni fa all’Oasi dei Variconi, dove qualcuno ha preso a fucilate il cartello dell’Ente Riserve all’ingresso della Zona Umida”.

Al momento, nonostante i sospetti dei lavoratori dell’area protetta, non sono stati ancora individuati gli autori del brutale gesto.

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