Bacoli avrà un rifugio comunale per randagi: “Faremo vivere meglio i nostri cani”

rifugio cani randagiBacoli avrà un rifugio comunale per cani randagi. A comunicarlo è stato il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Regione, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Ce l’abbiamo fatta! Bacoli avrà un rifugio comunale per i cani randagi. Il Ministero dell’Interno ha finanziato il nostro progetto per la realizzazione di una casa per i nostri amici a quattro zampe”.

Infatti, il Comune di Bacoli ha partecipato a un bando nazionale aggiudicandosi la vittoria di una cospicua somma di denaro con la propria proposta, volta alla tutela degli amici a quattro zampe meno fortunati e costretti a trascorrere la loro esistenza in canile: “Siamo tra i primi comuni in Italia. È un obiettivo per cui stiamo lavorando da due anni, partecipando ad un bando nazionale. E che ci ha consentito di ottenere uno stanziamento di 500.000 €”.

L’intento del sindaco sarà quello di riportare nel proprio territorio tutti i cani randagi, bacolesi e non solo, che si trovano nei canili, donando loro una vita migliore: Questo ci permetterà di poter riportare in città i nostri cani randagi chiusi, da anni, in canile. Ci permetterà di farli vivere meglio. E, se si creeranno le condizioni, anche di poter accogliere cani randagi provenienti da altri comuni limitrofi”. 

Questa opportunità non interesserà gli animali a quattro zampe, a cui verrà migliorata la vita, ma creerà anche nuove opportunità lavorative: “Coinvolgeremo associazioni, volontari. Si potranno creare opportunità di lavoro, attraverso un’attività sociale e veterinaria di grande importanza. Un atto di civiltà. Un’opera pubblica che per la prima volta realizzeremo nel nostro paese”. 

Pertanto, prossimamente i soldi stanziati dal Ministero dell’Interno permetteranno di dare concreta realizzazione al primo rifugio comunale per i cani randagi, migliorando la vita di chi da anni migliora quella dell’essere umano: “Sarà bellissimo realizzarlo. E farlo in sinergia con l’Asl e tutte le istituzioni coinvolte. Insieme, cambiamo la nostra terra. Un passo alla volta. Anzi. Una zampa alla volta”.

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