Ucciso alle giostre, la versione dei 15enni fermati: “Siamo stati rapinati e picchiati”

Nel corso dell’udienza di convalida, i due 15enni fermati a seguito dell’omicidio di Giovanni Guarino, il 18enne accoltellato al Luna Park di Torre del Greco, hanno ribadito di essere estranei ai fatti dichiarando di esser stati vittime di una rapina la sera della tragedia. A renderlo noto è ‘Il Mattino’.

I due 15enni fermati per l’omicidio Guarino: “Noi vittime di rapina”

Giovanni si trovava con un gruppo di amici la scorsa domenica quando, coinvolto in una rissa sfociata per futili motivi, è stato colpito da diverse coltellate, fino a perdere la vita. Anche il suo amico Nunzio è rimasto ferito le sue condizioni migliorano. Nella giornata di ieri, infatti, ha lasciato l’ospedale Maresca dove era ricoverato.

Poco dopo l’accaduto, la Polizia ha emesso un provvedimento di fermo a carico di due 15enni di Torre Annunziata. Questi ultimi, tuttavia, si sono dichiarati innocenti e durante l’udienza di convalida dinanzi al Gip presso il tribunale per i minorenni di Napoli, assistiti dall’avvocato Porcelli, hanno fornito la loro versione dei fatti.

“Noi siamo innocenti, siamo stati rapinati” – hanno dichiarato i due negando ogni responsabilità e raccontando di aver subito una rapina a seguito della quale si sarebbe verificata una rissa che avrebbe coinvolto numerose persone. In più hanno sottolineato di non aver mai girato armati di coltello né aggredito qualcuno con un’arma.

Stando alle loro parole qualcuno avrebbe cercato di sottrargli un orologio di valore e una collana d’oro causando quella che definiscono ‘l’imponente rissa’ che avrebbe coinvolto numerosi ragazzi presenti sul posto. I due hanno raccontato di esser stati anche picchiati.

“Non sono emerse testimonianze oculari utili alle indagini. Una delle due vittime ha dichiarato di non essere in grado di descrivere la persona che aveva in mano il coltello e che si è reso autore del suo ferimento e dell’uccisione del giovane Guarino ma escludendo che tra gli autori ci fosse uno dei due indagati. Un altro soggetto ascoltato, presente e amico delle vittime, ha affermato di non aver visto nulla di rilevante e di non essere in grado di descrivere gli autori del fatto” – si apprende dai legali che seguono di due minorenni.


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