Disastro a Casamicciola, non è il momento di polemiche: ora bisogna salvare le vite

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Frana a Casamicciola sull’isola di Ischia

Il bilancio della frana di Ischia al momento è di una vittima e sedici dispersi, secondo l’ultimo bilancio fornito dal sindaco di Lacco Ameno nel corso della trasmissione speciale del TG1 di questa mattina. La donna deceduta è Eleonora Sirabella, 31 anni di Casamicciola, e disperso risulta anche suo marito, Salvatore Impagliazzo. La speranza è che sia vivo da qualche parte, intrappolato nel fango ma in vita, come come tutti gli altri dispersi. Tra le persone scomparse nelle sciagurate fasi dell’alluvioni ci sono anche diversi minorenni, a cui si aggiungono ben 164 sfollati a cui bisognerà trovare una sistemazione.

Dopo la notizia della frana a Casamicciola sono iniziate subito le polemiche

Da più parti si afferma che sia stata una tragedia annunciata, qualcuno invece – specialmente sull’isola – parla di disastro mai visto nella secolare storia ischitana. Un territorio geologicamente giovane, probabilmente eccessivamente urbanizzato e secondo modalità non sempre compatibili con il suolo. È bene pensare alle cause del disastro, purché serva a evitarne di simili in futuro, tuttavia non è questo – a nostro avviso – il momento delle polemiche e dell’attribuzione di colpe. Ora bisogna salvare la vita alle persone.

I processi si fanno, ma non nel pieno della tragedia: il rispetto prima di tutto

Come sempre accade in occasioni di fatti di particolare gravità, la stampa si occupa di essi in maniera nettamente preponderante. È in televisione, soprattutto, che si avvicendano giornalisti ed esperti, spesso scienziati, ma purtroppo spesso si assiste ad interventi al limite del buon gusto e del rispetto del dolore. È quanto sta accadendo in queste ore, dove spesso alcuni personaggi si abbandonano eccessivamente alla polemica. Lo si fa anche nei confronti di chi sta vivendo questi momenti sciagurati: è quanto meno inopportuno, infatti, chiedere conto a sfollati e sindaci delle azioni che sono state fatte od omesse per prevenire o limitare il rischio idrogeologico. Dalla domanda lecita all’accusa il passo è breve o addirittura inesistente, come a dire: se è successo è anche per colpa vostra.


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