“Meglio ‘na canzone”, il successo di Mariano Apicella: il testo scritto da Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi e Mariano Apicella


Silvio Berlusconi e Mariano Apicella: un sodalizio artistico che ha fatto conoscere al pubblico il chitarrista napoletano e le doti di paroliere del cavaliere, venuto a mancare il 12 giugno per le conseguenze di una leucemia.

Testi di Berlusconi, musiche di Apicella: quando il presidente faceva il cantautore

Mariano Apicella è un chitarrista napoletano, figlio d’arte. Suo padre, Tonino Apicella fu interprete della tradizione musicale partenopea, sia riprendendo grandi classici, sia firmando brani inediti tra gli anni ’70 ed ’80. Mariano intraprese lo stesso percorso del padre anche se in maniera più modesta: prima del prezioso incontro con Silvio Berlusconi sembra che si esibisse in un ristorante di Abu Dhabi.

Ma il 2003 è l’anno della svolta: Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del Consiglio, è da sempre appassionato di musica e di Napoli, tanto da definirsi “un napoletano nato a Milano”. Stringe con Apicella un sodalizio artistico che porta alla nascita ed alla pubblicazione di album il cui brano di punta avrà un discreto successo, se non altro per la singolarità del vedere nella firma dell’autore il nome del capo del Governo.

Il titolo è “Meglio ‘na canzone”, musicato e cantato dallo stesso Apicella, un testo leggero che parla d’amore. Un brano “scanzonato” che all’epoca fece discutere, come tante altre vicende della vita privata e politica del cavaliere: nel 2003 il mondo era scosso dalla Guerra in Iraq, che il governo italiano come alleato degli USA appoggiava senza remore, cedendo le basi sul territorio nazionale ed inviando in Iraq militari italiani per mantenere l’ordine dopo l’invasione americana.

In quel clima, il fatto che il presidente italiano Berlusconi si facesse ritrarre mentre cantava nella sua villa con Apicella fu un fatto che destò scalpore e polemiche.

Nella buona e nella cattiva sorte, i destini intrecciati di Apicella e Berlusconi

Da quel momento il destino di Apicella si intreccia con quello di Berlusconi nella fortuna ma anche nella sventura: il musicista viene ascoltato come testimone nell’ambito del processo Ruby, che vede coinvolto proprio Berlusconi. In quell’occasione, emerse anche che lo stesso Berlusconi aveva acquistato un’abitazione di lusso all’amico Apicella: un fatto che probabilmente suscitò dubbi in merito alla genuinità delle parole di Apicella, che finì sotto indagine per falsa testimonianza.

Anche il 2011 vide gli autori di testo e musica di “Meglio ‘na canzone” vicini nella sventura: in quell’anno, un concerto di Mariano Apicella previsto al Teatro degli Arcimboldi di Milano fu annullato perchè aveva venduto un solo biglietto. Nello stesso anno, l’esecutivo guidato da Berlusconi cadde sotto i colpi di una grave crisi finanziaria e segnò la fine dell’esperienza governativa del cavaliere.

“Meglio ‘na canzone” – Testo: Silvio Berlusconi – Musica: Mariano Apicella

Ammore ammore mio mon amour
O’ saje nun ta aspettavo proprio chiù,
e te volevo scrivere na lettera però aggiu pensato
meglio ‘na canzone pecché no,
tenevo a voglia pazza e te vedè,
tenevo a voglia pazza e te vasà,
vasà sta vocca bella ca chiù bella nu ce sta,
vasà sta vocca doce ca chiù doce nun ce sta.

E mo ca tu stai ca nu saccio caggia fa,
si aggia ridere o chiagnere,
pecche e ‘na felicità ca tu mo dici a me,
te voglio bene e voglio sul a te

E mo ca tu stai ca nu saccio c’aggia fa,
si t’aggia fa senti chesta canzone,
e quando tu, vasave ‘stu guaglione sultanto un’ anno fa,
dicenne chianu chiane,
dicenne doce doce,
ammore ammore mio mon amour

Pareva ‘na stagione e niente chiù,
sultanto n’ avventura e niente chiù,
invece e amore grande amore
grande pecchè tu,
tu vuo l’ammore over e i nun te lass chiù


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