E poi parlano del Sud: Toscana, capitale del falso e dei premi facili

Toscana, Firenze

Ci hanno abituato a pensare che i Napoletani e gli abitanti del Sud sono “una manica di imbroglioni”, che il Mezzogiorno è praticamente un luogo selvaggio e senza legge, grazie ad un’operazione cominciata qualche anno prima dell’Unità d’Italia e che prosegue tuttora, anche ricorrendo a delle vere e proprie farse, come il documentario di National Geographic sui re del borseggio, il quale esordisce con “Napoli, una città di criminali, borseggiatori, truffatori di strada”: una farsa smascherata, ma per la quale non sono arrivate scuse, e che ha posto un altro tassello all’equazione Napoli = disonestà. Lo stesso trattamento, come è noto, è riservato a tutto il Sud, anche se per la città partenopea si registra un accanimento particolare.

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato di come la Toscana sia la capitale del falso: quattro delle prime cinque province in cima alla speciale classifica di questo tipo di mercato sono infatti toscane, e trattasi nell’ordine di Arezzo, Prato, Firenze e Pistoia, al quinto posto Fermo, nelle Marche, la seconda regione più interessata dal fenomeno, seguita da Umbria e Veneto. Eppure Napoli nell’immaginario collettivo è la città del pacco, del pezzotto. Stesso discorso vale per il borseggio, dove Napoli non compare tra le dieci città europee dove ne avvengono di più, mentre al contrario abbiamo Roma al secondo posto dopo Barcellona, e per la criminalità, con Napoli al 36esimo posto e le città del Nord in vetta.

Tornando alla Toscana, parlavano dei rimborsi facili. Un articolo di David Evangelisti per Il Fatto Quotidiano ha messo in luce un dato strano, ossia che i dipendenti pubblici della Regione Toscana (ammontano a 2477) siano al 99% superproduttivi, così come il 78% dei dirigenti su un totale di 130. Per costoro il premio di produttività per il 2013 non è sceso mai al di sotto del 90% dell’importo massimo disponibile, come accaduto per ognuno degli otto direttori generali. Tutti insieme si sono divisi 12 milioni di Euro, e circa l’entità dei singoli premi si apprende che le somme sono “mediamente tra i 3700 e i 5180 euro lordi per il personale delle categorie, tra i 1595 e i 3092 euro per le posizioni organizzative, 16.457 euro per il personale dirigente. Cifre ancora più elevate per i direttori”. Insomma, alla Regione Toscana sono quasi tutti lavoratori superefficienti e delle questioni sui rimborsi facili in Piemonte e Friuli Venezia-Giulia, sull’Expo di Milano, sul Mose a Venezia, su Roma invasa di rifiuti peggio della Campania qualche anno fa (a detta degli stessi Romani) e così via siamo tutti informati, tuttavia i programmi televisivi e i processi mediatici si fanno su Napoli, sulla Sicilia, sulla Puglia, sulla Calabria.

Con questo non voglio affermare che il Mezzogiorno è un paradiso abitato da persone senza macchia, però non è neanche un inferno e tutte le città hanno i propri problemi, che nascondono dirottando l’attenzione altrove, cioè Napoli e il Sud. L’intenzione non è quella di contribuire al contrasto tra Nord e Sud, e nemmeno di difendere la classe dirigente meridionale, che è prevalentemente inetta, dannosa, incompetente e corrotta, ma lo è come quella del resto della penisola: l’Italia è sorta con l’aiuto e il beneplacito delle organizzazioni criminali, le menti dietro l’Unità non erano persone per bene (leggasi, in primis, Camillo Benso di Cavour e Vittorio Emanuele II) e questo peso la nazione se lo porta sulle spalle ancora oggi. Il Paese ha bisogno di essere rifondato su basi diverse se vuole restare unito, altrimenti non ha futuro: strada verso il rinnovamento che non è neanche presa in considerazione dalla politica a tutti i livelli.

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