Olimpiadi 2024. Napoli al centro del mirino: è la “Casa della camorra”

Olimpiadi 2024

Ancora una volta la città di Napoli è oggetto di scherno, di luoghi comuni e di pregiudizi molto difficili da smentire. Certi muri sono davvero troppo difficili da abbattere. Spesso e volentieri non basta una buona informazione, un confronto diretto, un dialogo per cercare di sdradicare certe convinzioni errate. Tali cliché sono radicati nella mente come macigni, davvero troppo difficili da spostare.

Anche quando si parla di sport, interesse che dovrebbe accomunare ed unire per passione e per obiettivi comuni, non mancano le polemiche inutili. Ieri, 16 dicembre 2014, molti giornali inglesi, americani, svedesi e francesi, parlando dell’ “Italy olympic bid”, le candidature olimpiche delle città italiane per ospitare le Olimpiadi 2024, hanno parlato di Napoli come “casa della camorra”.

Sembra quasi che la parola mafia sia ormai sinonimo di Napoli. Purtroppo non solo Napoli ma il Sud in generale è sempre al centro del mirino: la “colpa” di corruzione, illegalità, criminalità ricade sempre sulle città del Mezzogiorno, siano esse Napoli, Palermo, Catanzaro, Bari o qualunque altra, tralasciando il fatto che in tutta Italia ed in tutto il mondo si verificano situazioni del genere. Basta pensare alle ruberie Expo, a mafia capitale e vari scandali nazionali.

In particolare il quotidiano inglese The Telegraph ha scritto un articolo molto sarcastico a riguardo, riservando commenti pungenti e poco carini alla città di Napoli, “la città della camorra”. Addirittura nel titolo è stata riportata la frase di Luca Zaia: “Portare avanti la candidatura tra gli scandali di mafia e di corruzione sarebbe come dipingere una Fiat 500 di rosso e dire che è una Ferrari”, la quale, tuttavia, è riferita all’intero paese Italia.

Anche altri giornali e siti stranieri, quali Espn e The Guardian, non hanno potuto fare a meno di muovere critiche e cattiverie gratuite nei confronti dell’Italia ed in particolare di Napoli.  Forse qualcuno, troppo chiuso mentalmente, ha dimenticato che tutto il mondo è paese.

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