L’Uomo di Altamura. L’esemplare umano più antico d’Italia

Scheletro
da “livescience.com”

Un uomo precipita in un pozzo naturale profondo una decina di metri, probabilmente si ferisce, non riuscendo più ad uscirne. Dopo pochi giorni muore di stenti. Nel corso delle ere una pioggia continua di gocce calcaree lo colpisce, attorniandolo di migliaia di concrezioni minerali.

E’ la storia dello scheletro fossile di un uomo ritrovato incorporato all’interno di una cavità di roccia che costituisce l’esempio di DNA più antico mai ritrovato in Italia. Le molecole di cui sono composte le ossa, risalgono a 170.000 anni fa delineando la più completa figura dell’uomo di Neanderthal, aiutando a comprendere e a definire meglio la sua vita.

Lo scheletro, chiamato “Uomo di Altamura“, è stato scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga (Altamura). Si tratta di un esemplare umano di adulto rimasto incastrato tra le stalattiti e stalagmiti che gli sono cresciute intorno e che lo hanno conservato intatto. Tra il  2009 ed il 2011, dopo aver prelevato un frammento scapolare dello scheletro, gli studiosi affermarono che si trattava di un individuo neanderthaliano vissuto in un periodo compreso fra i 50.000-65.000 anni fa, mentre oggi si è più propensi a datarlo tra i 130.000 e i 170.000 anni fa, quindi molto più arcaico dell’uomo di Neanderthal.

L’uomo Altamura rappresenta lo scheletro più completo di un singolo essere umano mai trovato – commenta Fabio di Vincenzo, paleontologo dell’Università la Sapienza di Roma a Live Science – Quasi tutti gli elementi ossei sono conservati e non danneggiati“. “Abbiamo uno scheletro fossile umano quasi completo, per descrivere e studiare in dettaglio. Si tratta di un sogno – continua di Vincenzo – La sua morfologia offre un raro sguardo sulla prima fase della storia evolutiva di Neanderthal e su uno degli eventi più importanti dell’evoluzione umana. Egli può aiutarci a capire meglio quando e come il Neanderthal si è evoluto“, conclude.

Non c’è un uomo di Neanderthal così ben conservato al mondo – sottolinea invece Manzi, antropologo della nota università romana -. Scheletri con questo grado di completezza, a partire dallo stesso cranio, sono rari in tutto il panorama dell’evoluzione umana. Rari, per non dire assenti. Le ossa di questo ominide, invece, sono tutte presenti nella sua culla carsica. Questo rende l’uomo di Altamura un’autentica miniera d’informazioni.La sua datazione dimostra, inoltre – precisa l’antropologo romano, – che si tratta di un cosiddetto Neanderthal pre-contatto. È vissuto, cioè, prima della presunta “scappatella” tra Sapiens e Neanderthal“.

Il reperto di Lamalunga ha posto non pochi problemi di metodologia di studio e di fruizione a causa della impossibilità della sua rimozione per non arrecargli danni. A tal scopo è stato realizzato il progetto “Sarastro” approcciandosi al reperto con la logica del “museo dal campo”, nel quale si permette la fruizione lasciando il reperto totalmente indisturbato e protetto nel suo sito di ritrovamento.

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