Nuova scossa di terremoto al Sud. Torna l’incubo catastrofe

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La terra non smette di tremare. Molte scosse di terremoto si sono avvertite negli ultimi due giorni nella zona del Mar Mediterraneo, tutti eventi connessi all’attività sismica che ha luogo lungo la zona in cui sono in contatto le zolle tettoniche africana ed euriasiatica, come riferisce il meteo web.it.

E’ iniziato tutto nella giornata di ieri con una scossa nel foggiano e una sull’appennino bolognese, di piccola entità (magnitudo 3.3). Seguite da una fortissima, di magnitudo 6.2 al largo di Creta, in Grecia a circa 300 Km da Atene, alle ore 21.07. Stamane a tremare è stata la città di Pafos, sulla costa sud-occidentale dell’isola di Cipro, con una scossa di magnitudo 5.6 ed in Italia le scosse hanno interessato la Puglia.

Alle 11.10, una (magnitudo 3.1) è stata registrata nel distretto del promontorio del Gargano, dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.  Altre tre scosse sono state rilevate, nella stessa zona, alle 13.34 (magnitudo 3.9), alle 13.37 (2) e alle 13.41 (3.2).

Le quattro scosse di terremoto che oggi hanno interessato la Puglia, sono state avvertite dalla cittadinanza in tutta l’area centro-Settentrionale della regione e anche nel vicino Molise ed in Basilicata. Al momento non vengono segnalati danni a cose o persone.

Senza creare nessun tipo di allarmismo, ricordiamo che Alessandro Martelli direttore del centro di ricerche dell’Enea di Bologna, poco dopo il tragico terremoto che colpì l’Emilia (maggio 2012), annunciò che dopo Ferrara sarebbe stato il sud Italia a tremare. In base allo studio e all’analisi di alcuni algoritmi, si arrivò a formulare la possibilità di un forte evento sismico nelle regioni meridionali, in un arco di tempo compreso da pochi mesi e due anni, evento iniziato proprio con il terremoto che colpì i paesi del Matese, nel dicembre 2013.

La catena montuosa del Matese rappresenta la zona sismica più attiva e pericolosa d’Italia, conseguenza del movimento tettonico dell’Appennino. Da almeno due anni gli esperti stanno ribadendo la necessità e l’importanza della prevenzione, controlli e messa in sicurezza delle costruzioni edilizie, soprattutto di edifici pubblici, quali scuole, ospedali e strutture ricettive.

Ma perché lo Stato e gli organi competenti sembrano non preoccuparsene? Perché non avvertono la popolazione per attivare dei piani di sicurezza e prevenzione?

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