Scandalo alla Reggia di Caserta, appartamenti a 3 euro al mese: ecco per chi

affittopoli reggia di casertaNon si tratta di comuni alloggi nelle vie di Caserta, ma di abitazioni all’interno della Reggia, uno dei complessi monumentali più importanti della Campania. E non si tratta di affitti bassi rispetto alla media, ma di canoni mensili quasi inesistenti, se si pensa che alcuni di essi corrispondono a 3 euro. Per un massimo di 145 euro.

Le abitazioni sarebbero, tuttora, occupate da ex dipendenti della Soprintendenza o da loro parenti, fin dagli anni ’90. Queste persone, residenti negli appartamenti borbonici, a ridosso del Bosco Vecchio, avrebbero libero accesso ai giardini vanvitelliani e il posto auto all’interno del complesso. Ma di chi è la colpa?

La Corte dei Conti ha esposto un “invito a dedurre” al Soprintendente di Caserta, Paola Raffaella David e a tre dirigenti dell’Agenzia del Demanio della Campania.

In effetti, fino al 2004 la Reggia di Caserta apparteneva al Demanio dello Stato, in seguito è passata sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici per la provincia di Napoli e Caserta. Dal 2014, invece, appartiene alla Soprintendenza speciale per il polo museale di Napoli e per la Reggia di Caserta. Ed è da tale anno che sono iniziati i controlli. Non dimenticando che si tratta di una struttura patrimonio dell’Unesco.

È emerso che ben 15 famiglie vivono da diversi anni tra giardini, cascate e arredamenti borbonici, pagando somme d’affitto irrisorie e nascondendo bene il loro stato di privilegio. Oltre ad eludere gli affitti, anche il rifornimento idrico non veniva pagato, messo in conto, invece, alla Soprintendenza.

Entrambi gli organi, Soprintendenza e Demanio, hanno per anni finto di non vedere ciò che accadeva, assecondando l’abuso di ufficio di chi di dovere. Circa un mese fa, quando emerse mediaticamente la vicenda, si informò che tutte le famiglie in questione erano state messe sotto sfratto, ma che solo una di esse, fino a quel momento, aveva abbandonato l’appartamento.

Non si tratta del primo caso di affittopoli in Campania, ma senza dubbio di un affittopoli ai limite del surreale. La realtà (losca) supera di gran lunga i macabri intrallazzi che possiamo immaginare. Dalle ultime indagini, eseguite dalla Guardia di Finanza, il danno economico ammonta a 1 milione e 200 mila euro, circa. Sulla vicenda indaga anche la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, partendo dall’accusa di abuso di ufficio, per verificare le responsabilità penali.

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