Titolo Libero: “Una banca di bari non merita soldi”. Feltri: “Dati soldi a cani e porci”

Fa discutere il nuovo titolo del giornale ‘Libero’, da sempre noto per le sue prime pagine d’impatto. Tra gli ultimi, quello che tirava in ballo Papa Francesco (‘Non ha meglio di niente da fare’). Questa volta nel mirino del fondatore del giornale Vittorio Feltri è finita la Banca Popolare di Bari. Questa la prima di oggi, 15 dicembre, emblematica già dalla scelta di non utilizzare Bari come città ma ‘bari’ come sostantivo. Una scelta che spiega l’idea del quotidiano di associare alla Banca degli ‘imbroglioni’:

“Una banca di bari non merita aiuti”. L’istituto pugliese dava soldi a tutti. Quattro fascicoli giudiziari sui bilanci aggiustati, il 25% dei prestiti è marcio. Ma Conte prepara l’intervento pubblico miliardario per salvare Popolare Bari.

La spiegazione del titolo di Libero sulla Banca di Bari è fornita in un editoriale pubblicato sul sito e a firma di Vittorio Feltri:

“Non conosciamo nei dettagli le topiche attribuibili all’ istituto di credito pugliese, tuttavia sappiamo che esso ha prestato soldi a cani e porci e non è più riuscito a ottenerne la restituzione non avendo preteso dai clienti garanzie di solvibilità. A forza di sganciare denaro a chi non era e non è in grado di saldare il debito, ovvio che la Popolare in questione, al pari di molte consorelle, si trovi ora con l’acqua alla gola”.

Una situazione che secondo il giornalista di Libero porterà i cittadini italiani a dover pagare di loro tasca per il crac della Banca. E fino ad ora sono ben sette le inchieste che negli ultimi anni hanno spinto la magistratura barese a indagare sulla gestione dell’istituto di credito. Le ultime due sono con il modello 45, cioè senza indagati né ipotesi di reato, e si sono rese necessarie dopo la lettera trasmessa alla Procura dalla Consob. La Commissione nazionale per le società e la Borsa ha infatti segnalato il mancato invio da parte della banca delle comunicazioni al mercato sulla situazione dei conti.

 

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