“Alla faccia dei pentiti”: colpi di pistola per festeggiare il Capodanno


Il Capodanno porta sempre strascichi di polemiche. La discussione riguarda quasi sempre i festeggiamenti allo scoccare della mezzanotte, quando vengono fatti esplodere petardi e, in alcuni casi, proiettili di pistola (la maggior parte delle volte a salve, ma a volte veri).

Dalle fiamme che rischiavano di avvolgere motorini e palazzi alle scene disgustose cui ha assistito Torre del Greco, si segnalano anche alcuni filmati dove delle persone impugnano la pistola e sparano. Si tratta probabilmente di armi caricate a salve, dunque innocue, ma ciò che colpisce sono le parole, i gesti, la volontà di emulare le gesta dei criminali, reali o visti in televisione.

A Melito dei ragazzi, affacciati al balcone, ci hanno tenuto a precisare che sparavano “alla faccia dei pentiti”. Gesti motivati dall’ignoranza, non si spiegherebbe altrimenti un magro divertimento come quello andato inscena. Pistola vera o non vera, il messaggio contenuto nei video è tutt’altro che educativo.

“Diverse segnalazioni sono pervenute per denunciare gravi episodi di verificatesi durante i festeggiamenti del Capodanno. Come ogni 31 dicembre diverse persone fanno un utilizzo improprio di armi da fuoco per dar vita ai festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno.

“In particolare, sono giunte due segnalazioni con altrettanti video allegati girati dagli stessi protagonisti: nel primo si vede un uomo, in zona Melito, esplodere dei colpi di arma da fuoco; nel secondo, pubblicato sulla piattaforma Facebook, da tale Enrico M., un uomo ed una voce fuori campo, al grido de:” alla faccia dei pentiti” fanno esplodere diversi colpi di pistola da un balcone.

“Il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: – “Stiamo facendo identificare tutti coloro che hanno svolto i festeggiamenti del Capodanno facendo esplodere dei colpi di armi da fuoco. Una volta identificati i soggetti si capirà se le pistole erano vere o meno e si tratta di pregiudicati o peggio di gente che sta scontando pene agli arresti domiciliari. Si tratta di un consuetudine malsana, criminale e pericolosa e per questo va fermata con la massima durezza. Discorso a parte va fatto per il soggetto che spara urlando “alla faccia dei pentiti”. Potrebbe trattarsi di un avvertimento mafioso e come tale va trattato anche dalla Magistratura”.


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