Capri, Faraglioni devastati per raccolta datteri di mare: 19 misure cautelari

I datteri di mare sono tra i frutti di mare più e pregiati e costosi in circolazione. La loro vendita però è proibita poiché la raccolta è così distruttiva per l’ambiente che la legge è intervenuta per proibirla. Per questo motivo, come riferito da Ansa, la Procura di Napoli e della GdF ha notificato 19 misure cautelari con l’accusa di devastazione ambientale attuata per scavare dalle rocce del Porto di Napoli e anche dei Faraglioni di Capri per prelevare dalle rocce i “datteri di mare”, molluschi che vengono estratti picconando e infliggendo un grave danno all’ecosistema marino.

Secondo quanto accertato da un pool di esperti che hanno fatto da consulenti agli inquirenti, è emerso le operazioni illegali di prelievo hanno desertificato l’ecosistema che si trovava sul 48% delle pareti dei faraglioni che si trovano sott’acqua. Si tratterebbe di un procedimento senza precedenti.

Pratica legale fino al 1998, con il DM 16 ottobre 1998 l’Italia ha messo fuori legge la pesca del dattero di mare (per gli altri paesi europei si è dovuto aspettare il 2006), estendendo il divieto anche al commercio, alla detenzione e al consumo. Quella dei datteri infatti non è una pesca ma un vero e proprio forzato, a volte arrivando ad usare per fino degli esplosive per scavare la roccia.

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