Martina Carbonaro, i risultati dell’autopsia: era ancora viva quando fu nascosta sotto l’armadio
Set 16, 2025 - Redazione Vesuviolive
Martina Carbonaro, la ragazza di Afragola ritrovata morta
Emergono particolari inquietanti dall’autopsia eseguita sul corpo di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola lo scorso maggio. Secondo la relazione del medico legale Raffaella Salvarezza, incaricata dalla Procura, la giovane era stata ancora viva quando il suo corpo venne nascosto sotto un armadio all’interno dell’ex stadio “Moccia”, dove fu ritrovata il 28 maggio.
L’omicidio è stato commesso dall’ex fidanzato Alessio Tucci, che aveva partecipato perfino alle ricerche della ragazza dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla madre il 26 maggio. La consulenza tecnica evidenzia come Tucci abbia inferto quattro colpi alla testa della vittima, tutti da dietro, con l’ultimo sferrato quando Martina era già a terra.
I colpi, la difesa e la morte di una 14enne
La ricostruzione medico-legale sottolinea che Martina tentò disperatamente di difendersi mentre l’aggressore le premeva le mani sul volto. Segni compatibili con un’estrema lotta per la sopravvivenza, che confermano la brutalità dell’assalto.
Per quanto riguarda l’epoca del decesso, la perizia colloca la morte della ragazza tra le 36 e le 72 ore precedenti l’esame esterno effettuato il 28 maggio. Un dettaglio che conferma come il corpo sia rimasto nascosto per giorni prima del ritrovamento.
Una comunità sotto shock
Il femminicidio di Martina Carbonaro ha sconvolto l’intera comunità di Afragola e non solo. La vicenda ha riportato all’attenzione nazionale il tema della violenza maschile contro le donne, che in questo caso ha colpito una minorenne, incapace di difendersi da un’aggressione tanto violenta quanto pianificata.
Le indagini coordinate dalla Procura continuano a raccogliere elementi a carico di Tucci, che dovrà rispondere davanti alla giustizia per un crimine che ha tolto la vita a una giovanissima ragazza, simbolo di una generazione che ancora troppo spesso paga il prezzo più alto della violenza di genere.
