Giuseppe Divaio per una riscoperta pubblica: salviamo i parchi?

VesuvioLive.it oggi vi racconta una favola, una favola senza eroi, né principesse, nessun castello e alcuna magia; una favola che ha come magica ambientazione il Frullone (zona a Nord di Napoli- ndr), un cantastorie di nome Giuseppe Divaio e l’energia di Alfredo e i suoi amici.

Spesso nelle zone periferiche di Napoli e nei quartieri un po’ abbandonati a se stessi, i parchi pubblici versano in condizioni pietose: vegetazione incolta, panchine e cestini divelti, spazzatura e cartacce accumulate lungo i sentieri, muri sporchi con scritte di murales di gang di ragazzini; talvolta questi parchi da incubo divengono la location sicura per i tossicodipendenti che qui si riuniscono per dare vita alla loro desolazione, tra siringhe e bottiglie di birra vuote. Giuseppe Divaio ci segnala che Alfredo, un papà e marito napoletano, alto e gran lavoratore, decide di prendere sotto la sua ala protettiva il parchetto abbandonato antistante la zona denominata Frullone. E così Alfredo dal basso, coinvolgendo qualche suo amico e alcune Associazioni, riesce nel week-end, quando non è impegnato al lavoro, a organizzare una vera e propria “squadra di lavoro” che armata con vernici, badili e bustoni, riesce a ripulire il parchetto abbandonato, tanto da dare al luogo una nuova luce e una nuova immagine.

Foto di Giuseppe Divaio
Foto di Giuseppe Divaio

Le foto scattate da Giuseppe Divaio raccontano quanto queste persone comuni, appartenenti alla cittadinanza positiva di Napoli, siano moralmente impegnate nel conferire un’immagine positiva ai luoghi d’interesse pubblico. Grazie a quest’opera di “bonifica”, chiunque potrà sedersi al parco, magari al sole su di una panchina, leggere un libro o fare jogging, incontrarsi con gli amici per fare quattro chiacchiere, portare a spasso il cane o il bimbo a fare un giro sull’altalena, senza preoccuparsi di fare lo slalom tra il fogliame accumulato e la spazzatura abbandonata. Ma spontanea sorge una domanda: quanto durerà tutto questo? Lo sforzo di questi cittadini-modello, verrà preso d’esempio o sarà dimenticato? Se questa favola ha come eroe Alfredo e come formula magica la forza di volontà e la coscienza civica, ha come antagonista e nemico del lieto fine il Comune e le negligenze amministrative a esso correlate.

Foto di Giuseppe Divaio
Foto di Giuseppe Divaio

Infatti dove è l’amministrazione comunale in tutto questo? Gli assessori predisposti alla pulizia pubblica sono stati avvisati del degrado del parchetto del Frullone? E sopratutto, il parco verrà monitorato, tutelato e salvaguardato dalle sicure opere di vandalismo che seguiranno? L’annosa questione quindi è sempre la stessa: anche se i cittadini si attivano per migliorare lo status del proprio quartiere, potranno contare su un aiuto, su una cooperazione? Se ci saranno altre favole con altre magie e altri territori, noi di VesuvioLive.it saremo sempre qui, pronti a raccontarli e a “fotografarli” per cercare di scrivere insieme a voi finalmente, una morale degna di nota.

 

 

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