L’Iva potrebbe aumentare: “pacco” agli italiani per piacere all’Europa

L’Iva potrebbe drasticamente aumentare. Questa è la notizia che più fa discutere, in merito all’emendamento sulle modifiche alla Legge di Bilancio, presentato in Commissione al Senato. Le modifiche hanno permesso all’attuale Governo giallo-verde di ottenere l’ok dalla Commissione europea (dopo una serie di polemiche e di “botta e risposta”) che non avvierà, quindi, la procedura per debito a carico dell’Italia. Dal braccio di ferro, però, sembrano uscire sconfitti ancora una volta i cittadini, ai quali è stata “promessa” una cosa, ma poi data un’altra.

Infatti, per ottenere la fiducia di Bruxelles, il Governo “del cambiamento” ha dovuto tagliare dalla manovra economica molti fondi stanziati, cercando nuove soluzioni soprattutto per portare avanti i suoi due cavalli di battaglia: reddito di cittadinanza e la cosiddetta “quota 100”. Ma perché nelle ultime ore tutti si stanno concentrando sull’aumento dell’Iva? Perché Conte e i suoi, per far quadrare i conti,  hanno deciso di introdurre delle “clausole di salvaguardia” per gli anni 2020 e 2021, sterilizzando quelle per l’anno 2019.

Le “clausole di salvaguardia” prevedono, in maniera automatica, la variazione di alcune tasse ed imposte (come l’Iva). Questo viene fatto per permettere ad una qualsivoglia misura economica (come ad esempio il reddito di cittadinanza) di essere attivata in ritardo, rispetto alla Legge che ne ha determinato la sua entrata in vigore. In sostanza è un “paracadute” che permette di raccogliere, in caso di emergenza, una parte di risorse utili. Fino ad oggi (dalla loro introduzione nel 2011) le clausole sono state sempre sterilizzate, ma potrebbero non esserlo più nei prossimi anni.

Questo è un primo passo indietro per il Governo che, invece, aveva “promesso” la sterilizzazione totale per il 2019 (che potrebbe saltare, con tanto di rischio aumento dell’Iva, se la manovra non dovesse esser approvata entro il 31 dicembre), ma anche quella parziale per il 2020 e il 2021 con le clausole su citate che, a questo punto, vengono addirittura aumentate. Il Governo attuale attacca i precedenti esecutivi, ma l’unica cosa certa è che nei prossimi anni sarà sempre più complicato sterilizzare le clausole e trovare i fondi necessari all’attuazione delle prossime Leggi di Bilancio.

Ma di quanto potrebbe aumentare l’Iva? Senza interventi mirati, l’Iva ridotta è destinata a passare dall’attuale 10% al 13% nel 2021. Ovviamente il discorso non cambia per quella ordinaria che potrebbe passare dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021. Un aumento netto che “sbugiarda” le previsioni del testo votato alla Camera, nel quale era previsto un decremento dello 0,8% nel 2020 e dello 0,5% per il 2021.

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