Bonus bicicletta, spendiamolo sotto casa: aiutiamo i nostri commercianti a non chiudere

In queste ore tante sono le discussioni ancora accese sull’importanza o meno del “bonus mobilità” promosso per mesi dal ministero dell’ambiente del governo Conte. Risulta difficile credere che 215 milioni di euro per biciclette e monopattini siano davvero necessari in un momento così buio per i nostri imprenditori, ed è paradossale che siano stati sbloccati proprio nelle ore in cui ci stanno preparando ad un secondo lockdown “multi-color” su scala regionale. Questo fa pensare un po’ ai fondi per l’acquisizione dei banchi a rotelle del ministro Azzolina da spedire in quelle scuole che di fatto hanno riaperto solo qualche settimana per poi richiudere. Intanto la popolazione è nel caos totale, date le scelte politiche confusionarie di amministratori nazionali e regionali che si palleggiano le responsabilità. “Questi fondi potevano servire a cose più importanti”, “‘a gente nun po’ magnà e voi pensate a dare i soldi per le biciclette?” si legge sui social.

D’altro canto c’è da dire però che in meno di 24 ore, quel numerone messo a disposizione sul sito bonusmobilità.it del Ministero dell’Ambiente si è azzerato (dopo diversi bug del sistema), raggiungendo circa 500.000 tra buoni emessi o rimborsi sulle spese di veicoli per la mobilità personale e condivisa, escluse le autovetture.

Tutto sommato si tratta sempre di economia reale che “torna” sul territorio (“figlia” di quelle enormi tasse che i cittadini versano allo stato), con piena libertà decisionale sul prodotto da scegliere, e soprattutto del negozio (che ha aderito all’iniziativa del governo) in cui andare a spendere questi buoni. E allora perché non provare ad utilizzare al meglio questa “opportunità” pensando soprattutto a chi rischia di chiudere il proprio locale sotto casa tua?

Quel buono speso, più una piccola somma da aggiungere, potrebbe aiutare quel negoziante di biciclette o monopattini a restare aperto un altro po’ ed a pagare qualche stipendio in più, intanto portando a casa una bicicletta moderna che ti aiuterà a saltare il traffico e ad inquinare meno.

“Aiutiamoci tra noi” è il motto che si sta concretizzando in questo periodo, la gente sta scendendo in piazza anche per settori non facenti parte della loro categoria, perché il nostro sistema economico si basa su una “catena fatta di anelli” che si stanno indebolendo sempre di più e che rischiano di vedere quella catena aperta definitivamente, specialmente per colpa di quei veri aiuti che fanno fatica ad arrivare.

È un periodo così strano che sta vedendo molta solidarietà anche tra multinazionali, come quel comunicato del famoso Fast Food “Burger King” che ha fatto scalpore, in quanto invitava le persone a spendere anche in altri locali concorrenti del fast food per dare una mano a tutte le imprese in difficoltà. Certamente un’ottima trovata pubblicitaria, ma positiva e costruttiva a 360 gradi, tanto che in molti si augurano che tutti i venditori possano fare simbolicamente un po’ di pubblicità ai rispettivi concorrenti come gesto di solidarietà commerciale.

Così è il caso di fare con tutti i locali sotto casa per ogni settore: potremmo aiutare quel ristorante o quel bar che fa fatica a restare aperto, e magari proprio in questo periodo dovremmo cercare di evitare di spendere in quelle grosse reti di distribuzione che hanno visto il proprio fatturato miliardario aumentare in questi mesi piuttosto che diminuire come abbiamo visto con i piccoli concorrenti.

Non è carità ma un atto di resistenza popolare, perché se quel piccolo locale sotto casa chiude ci saranno sempre meno tasse che entrano nelle tasche dello stato e ci saranno sempre meno persone che potranno comprare direttamente prodotti da altre aziende, e se lo stato vede chiudere troppe imprese non riesce a pagare i servizi e gli stipendi neanche più ai dipendenti pubblici, vedendo di conseguenza quella famosa catena spezzarsi.

Comprare una bicicletta magari fabbricata al Sud, in una piccola impresa locale, vuol dire favorire quel circuito in difficoltà già da tempo, e magari valorizzare quel CompraSud che sempre di più si fa fatica a valorizzare dato le difficoltà incombenti specialmente in questo periodo e magari cerchiamo anche nel periodo natalizio di valorizzare questa grande battaglia di resistenza economica e sociale: compriamo prodotti locali.

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