“Mattè, tu si’ na cosa grande”: lo striscione dei leghisti napoletani è un calcio all’orgoglio

striscione leghisti napoletani a pontida
Foto: Federico Arienzo

Nonostante un consenso per la Lega Nord salito al 13%, a Napoli, nelle scorse elezioni europee, fa ancora molta specie l’accoppiamento tra le parole “leghista” e “napoletano”. Sì, perché decenni di insulti verso chi è nato al Sud ed in particolar modo i partenopei non possono essere cancellati con un colpo di spugna, semplicemente spostando il mirino verso altri nemici. Una mossa politica, quella di Matteo Salvini, necessaria per la sopravvivenza di quel partito che ancora oggi si chiama ufficialmente Lega Nord per l’Indipendenza della Padania che si era ridotto ad elemosinare consensi anche al Nord.

Se la locuzione leghista napoletano fa specie, fa senso leggere lo striscione esposto a Pontida dedicato a Salvini: “Mattè… Tu si’ na cosa grande”. Gli iscritti napoletani alla Lega Nord hanno insomma scomodato un classico della Canzone Napoletana per una persona che, proprio attraverso una filastrocca recitata in musica, pochi anni fa apostrofava i partenopei come colerosi. Come dimenticare, poi, quando Matteo Salvini si presentò con le buste spazzatura prima di un Milan-Napoli, oppure quando sui social scriveva “Napoli… Italia… boh”, o che meridionali ed africani sono fannulloni, gente senza la cultura del lavoro.

Ci sembra francamente difficile che Matteo Salvini abbia vissuto un’esperienza analoga a quella di San Paolo folgorato sulla via di Damasco, il quale da persecutore dei cristiani mutò in missionario del Vangelo. D’altra parte, se Paolo rinunciava ad uno status per trovare la morte come martire (decapitato o crocifisso), Matteo attraverso la sua conversione ha non solo mantenuto la poltrona (ci si è seduto nel 1990 e non si più alzato, tanto è vero che per la Cassazione non è illecito chiamarlo “fannullone assenteista”), ma ha visto moltiplicare i consensi fino a sentirsi autorizzato a chiedere pieni poteri.

Dai cori razzisti allo striscione d’amore, un’evoluzione che neanche con la più limpida tra le palle di cristallo forse si poteva prevedere. È giustificato tanto amore? In oltre un anno di Governo, quali provvedimenti presi da Matteo Salvini hanno veramente inciso in positivo sulla vita non solo dei meridionali, ma degli italiani tutti, tanto da giustificare questo perdono?

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