De Luca: “La Campania ha fatto meglio dei tedeschi. In Italia nn ce lo riconosceranno”

vincenzo de luca

Caserta – Sarà consegnato entro 32 mesi il nuovo Policlinico. Riapre ufficialmente oggi, infatti, il cantiere di un’opera progetta ed appaltata circa 22 anni fa, ma che vedrà il completamento soltanto grazie alle nuove risorse messe in campo. All’inaugurazione era presente Vincenzo De Luca, il quale oltre a parlare del nuovo polo ospedaliero ha toccato argomenti quali il Recovery Fund ed il ruolo che la Campania sta giocand sull’efficienza non solo in Italia, ma in Europa. Il presidente ha ricordato come sia necessario fare una vera e propria guerra quando si parla di risorse da destinare al Sud, a causa di un apparato statale che succhia soldi al meridione per dirottarli al Centro-Nord. Emblematico è, a tal proposito, lo scippo di 840 miliardi dal 2000 al 2017.  Di seguito il suo intervento.

De Luca all’inaugurazione del cantiere per il Policlinico di Caserta

“C’è quasi un valore simbolico. Questa è la prima opera del 2021 che riprende, è come se simbolicamente riprendesse da Caserta lo sviluppo che dobbiamo realizzare nel nostro territorio. Carlo Marino ha già ricordato che è un’opera che si tira appresso tutta un’altra serie di interventi, perché quello che dobbiamo evitare di fare è una cattedrale nel deserto. Deve essere pienamente integrata nel tessuto urbano. Già con il comune di Caserta abbiamo un’intesa programmatica per realizzare le opere di viabilità e di mobilità su gomma, su ferro, per collegare in maniera ottimale questo complesso del Policlinico con la realtà urbana di Caserta”.

“È in qualche modo simbolo di un’Italia quest’opera. Da 22 anni che è stata progettata e appaltata nel 98/99; 22 anni e avremmo bisogno di altri 32 mesi per completare. È davvero il simbolo di un Paese che fa fatica a realizzare opere pubbliche, trasformazione urbana, perché il più delle volte affonda in una palude burocratica che ci allontana dall’Europa e dai Paesi più dinamici con cui dobbiamo competere”.

“Dobbiamo realizzare un’opera di valore straordinario integrando la ricerca scientifica con l’assistenza ospedaliera, con la didattica. Questa davvero è una delle opere strategiche della Regione Campania. Noi cercheremo di utilizzare i fondi dei quali si sta parlando, si sta discutendo e per i quali ci stiamo coprendo di ridicolo in Italia, in queste giornate. Cercheremo di utilizzare questi fondi che vengono dall’Europa non per fare piccoli interventi, ma per determinare una svolta strutturale in tutto il territorio regionale. Utilizzeremo cioè un’occasione che non ritornerà più per affrontare quei problemi dalla cui soluzione dipende un salto di qualità, di produttività dell’apparato produttivo e dell’assetto civile della Regione Campania. Se non saremo capaci di fare questo avremo, come dire, tradito i nostri concittadini e i nostri doveri verso la Campania“.


“Noi discuteremo con il Governo, immaginando di avere un governo ancora in piedi nei prossimi giorni, anche sulla quota delle risorse del Recovery Fund destinate al Mezzogiorno. Voi sapete che quando si parla di risorse al Sud bisogna fare la guerra, per far fronte a un blocco di potere trasversale che è pienamente operante nel Centro-Nord nel nostro paese“.

“Faremo una battaglia per avere le risorse necessarie per realizzare tutte le infrastrutture che sono indispensabili per questo territorio. In questo momento voi sapete che siamo impegnati in questa sfida drammatica per uscire da questa epidemia. Ho già detto che dobbiamo proporre a noi stessi una sfida che è al limite della follia, cioè fare della Campania la prima regione d’Italia e d’Europa che esce dal Covid. Sarà necessario uno sforzo organizzativo enorme, ma ce la possiamo fare a condizione ovviamente che arrivino i vaccini. Abbiamo le precondizioni necessarie per fare questa battaglia. L’impegno che noi abbiamo è quello di realizzare entro dicembre del 2021 la vaccinazione completa per 4 milioni e duecentomila cittadini campani, il che significa, se abbiamo solo questi vaccini disponibili, Pfizer e Moderna, dover somministrare 8 milioni 400 mila dosi. È uno sforzo immane, inimmaginabile, al limite della sostenibilità, ma questa è la sfida per riprenderci la vita e riprendere lo sviluppo”.

Nonostante tanti luoghi comuni abbiamo avuto in questi giorni, in queste ore, qualche riconoscimento – pensate – dai tedeschi. Io a volte adopera un’espressione, “dobbiamo lavorare alla tedesca”, nel senso che dobbiamo lavorare in maniera disciplinata, organizzata, produttiva. In questo caso abbiamo fatto meglio pure dei tedeschi. Non ce lo riconosceranno in Italia, non vi illudete, però avere da uno dei più grandi organi di informazione d’Europa, Die Welt, il riconoscimento che l’Italia ha fatto meglio della Germania, e che in Italia prima di tutti c’è la Campania, il Sud e non il Nord, è un motivo di incoraggiamento. Nulla di più, ma prendiamo anche questi piccoli segnali come segnali che confermano che abbiamo la possibilità davvero di essere i primi”. 

Potrebbe anche interessarti