Napoli, corteo nazionale contro il Governo: “Noi non paghiamo. Insorgiamo”

"Noi non paghiamo" - a Napoli il corteo nazionale
“Noi non paghiamo” – a Napoli il corteo nazionale

Noi non paghiamo a Napoli: una grande mobilitazione nazionale arriva a Napoli il prossimo 5 novembre, contando la partecipazione di diverse sigle attive nel Paese e che sono accomunate nella lotta contro un sistema che causa crisi economica, sociale, ambientale e democratica. Raduno alle ore 14 a Piazza Garibaldi.

“Noi non paghiamo” a Napoli: corteo il 5 novembre

Questa mattina si è svolta la conferenza stampa all’esterno della sede dell’Eni Storie di Via Riviera di Chiaia. Hanno partecipato il Movimento di Lotta – Disoccupati 7 novembre, il Collettivo di Fabbrica ex Gkn di Firenze, Fridays for Future Italia, il Movimento per il diritto all’abitare di Roma, Bologna for Climate Justice e tanti altri dal Sud al Nord della nazione.

Manifestazione per la giustizia sociale e ambientale: “Insorgiamo da Sud”

No allo sfruttamento, un salario giusto e proporzionato al lavoro svolto, giustizia ambientale e sociale, il diritto alla casa: sono questi i concetti fondamentali che sono stati esposti dalle organizzazioni intervenute.

“Siamo disoccupati, studenti, operai, giovani, lavoratori, e siamo le vittime della crisi insieme economica, sociale, ambientale e democratica. La crisi di un modello di sviluppo perverso, basato sul nostro sacrificio in nome di un astratto interesse economico che non ci ritorna mai” – sostiene il Movimento di Lotta – Disoccupati 7 novembre – “Siamo meridionali, e in questo modello di sviluppo siamo una periferia. Qualcuno tanti anni fa ha deciso che il Paese doveva funzionare come funzionano le città ricche del Nord, anche se nell’altra metà d’Italia c’erano infrastrutture, territori, culture diverse. Oggi, tanti anni dopo, infrastrutture non ne abbiamo, i nostri territori li sfruttano e controllano potenti e malaffare e la nostra cultura è stereotipo e stigma. La crisi economica ci condanna a precariato, sfruttamento e povertà mentre la crisi sociale prova a rassegnarci ad isolamento, oppressione, emigrazione.

“La crisi della democrazia ci consegna una destra populista pronta a dividere e discriminare per poter sfruttare e impoverire meglio. Il ministero del Sud diventa “Sud e mare” per trasformare le periferie in ghetti. Il ministero dell’istruzione diventa “dell’istruzione e del merito”, in virtù della selezione e della competizione e a dispetto dell’istruzione pubblica e universale per l’emancipazione di tutt3. I ministri di economia, sviluppo economico e lavoro esemplari perfetti di neoliberismo italiano: alleati di licenziamenti, imperialismo e crescita a ogni costo, avversari di pace, reddito e contratti. È necessario vedere l’unità delle crisi in atto come parte di una stessa violenza sistemica ai nostri danni, con gli stessi responsabili e le stesse cause, per costruire una visione collettiva di giustizia sociale. Lottiamo, perché operai, disoccupati e studenti possano vedersi riconosciuto un per determinare il presente e costruire il futuro. Al Sud. Il 5 novembre saremo la voce del Sud: INSORGIAMO!”.


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