I 300 rom di Scampia trasferiti in un altro quartiere: gli abitanti insorgono

Napoli – Tra pochi giorni parte della comunità rom che viveva nel campo di Scampia, in via Cupa Perillo, distrutto da un incendio il 28 agosto scorso, sarà trasferita nella ex caserma Boscariello a Miano. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, che sta operando con la Protezione civile per attrezzare lo spazio, dovrebbero andarvi circa 300 rom. Questa la ‘road map’ a cui sta lavorando il Comune di Napoli. Intanto molte famiglie hanno trovato riparo nell’auditorium di Scampia.

A questa decisione, però, è seguita una forte protesta da parte dei residenti della zona intorno alla caserma. C’è chi teme che i nuovi arrivati possano iniziare a darsi ai furti, chi si preoccupa della vicinanza di molte scuole e chi del sovraffollamento che causerebbero numerose famiglie all’interno di un’unica struttura. Queste preoccupazioni hanno portato alla nascita di una petizione popolare per contrastare la decisione del Comune.

Anima e portavoce di questa protesta è Raffaella Apredda: nell’intervista rilasciata al Mattino dichiara di non essere razzista, ma che non vuole in alcun modo che i rom invadano l’ex caserma, già interessata, a detta sua, da un progetto per la cittadella dello sport. Propone, inoltre, di non ospitare tutte le 300 persone a Miano, ma dividerle equamente nelle dieci municipalità di Napoli.

La protesta è già arrivata al Consiglio Comunale, dove ieri si è discusso in merito. Tuttavia, il sindaco Luigi de Magistris è stato fermo sulla questione: “Noi non effettuiamo deportazioni. I Rom di Scampia avranno una sistemazione temporanea. Perché la nostra città di fronte a queste emergenze si sa unire coniugando solidarietà, inclusione ed accoglienza. Queste persone sono napoletane da trent’anni e crediamo che vadano assistite utilizzando i beni in disuso per i diritti fondamentali come quello delle abitazioni”.

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