Napoli. Donna muore in ospedale. La furia dei parenti, in ostaggio medici e infermieri

ospedale San Giovanni Bosco

Napoli – Ognuno ha un modo personalissimo per esprimere il dolore e, si sa, è sempre difficile prevedere la reazione ad un lutto. Tuttavia, quello che è successo all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli ha dell’incredibile. Una donna era ricoverata da alcuni giorni nel reparto rianimazione dell’ospedale, ma, purtroppo, non ce l’ha fatta ed è deceduta nel corso della notte. Alla notizia, una ventina di parenti della signora hanno iniziato a vandalizzare il reparto, danneggiando oggetti e ferendo alcuni addetti ai lavoro.

A darne notizia, nel corso de la Radiazza di Gianni Simioli, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, precisando che “per riportare la calma è stato necessario l’intervento di decine di poliziotti che hanno faticato non poco per placare la furia di quelle persone che si vantavano di essere usciti da poco dal carcere e che non avevano paura di tornarci”.
“Medici e infermieri sono stati costretti a rinchiudersi nel reparto, mettendo anche a rischio la vita degli altri pazienti nel caso in cui ci fosse stata un’emergenza alla quale non avrebbero potuto far fronte perché tenuti praticamente in ostaggio dai parenti della donna morta – ha aggiunto Borrelli sottolineando che – quando poi uno di loro s’è letteralmente tagliato una gamba con il vetro rotto con un calcio, gli stessi medici e infermieri finiti nel mirino son dovuti intervenire per soccorrerlo ed evitargli di morire dissanguato”.

“Purtroppo, ancora una volta, emerge il pericolo costante a cui sono sottoposti medici e infermieri in molti ospedali dove è facile vedere persone che, pensando di non aver avuto la necessaria assistenza, decidono di ricorrere alla violenza – ha concluso Borrelli, per il quale – eventuali negligenze ed errori vanno individuati e puniti, ma non certo con metodi e atteggiamenti violenti”

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