Apre a Napoli il primo ristorante a base di insetti: “È il cibo del futuro”

*L’ARTICOLO RAPPRESENTA UNO SCHERZO PER CELEBRARE LA GIORNATA DEL 1 APRILE

Quando in un ristorante vengono trovati degli insetti di solito il titolare si trova nei guai: non sarà così, invece, per Alfonso Balzano, imprenditore napoletano che dopo lunghe esperienze lavorative in Svizzera ed in Asia torna nella sua città con un’idea – per la nostra cultura – rivoluzionaria: aprire un locale dove si servono pietanze a base di insetti.

L’entomofagia, ossia l’alimentazione fondata sul consumo di carne di insetto, è una pratica molto comune in determinate zone del pianeta, spesso le più povere, come l’Asia, l’Africa, l’America Latina e l’America Centrale. La carne di insetto è ricca di proteine, fondamentale per la sopravvivenza di quelle popolazioni che non riescono ad assumerle attraverso altri tipi di carne o i legumi.

Nell’ambito di Expo Milano 2015 è stato sottolineato come mangiare gli insetti possa risultare fondamentale per contrastare la fame nel mondo: nel 2050, infatti, si prevede che sulla Terra abiteranno 9 miliardi di persone rispetto agli oltre 7 miliardi attuali. Andrea Mascaretti, responsabile del progetto Insetti Commestibili, riferì a LaPresse:

Per sfamare tutto il Pianeta bisogna pensare a fonti alimentare sostenibili. Gli insetti, rispetto agli altri animali, usano pochissime proteine, poca acqua e poco spazio. E non producono o quasi inquinamento da gas serra, prodotto, invece, da altri animali.

Molti raccontano, se hanno viaggiato, di averli assaggiati in qualche altro Paese. Sono molto diffusi. Ci sono due miliardi di persone che ne fa uso normalmente. Gli insetti commestibili sono grilli e cavallette. Nei Paesi asiatici, come la Thailandia, mangiano anche ragni e scorpioni.

La scelta di Alfonso Balzano è da tipico visionario, che sa intuire con largo anticipo rispetto ai suoi contemporanei in che direzione si sta muovendo l’umanità. Anche nei paesi occidentali sarà comune, in futuro, trovare gli insetti al banco alimenti del supermercato.

Il ristorante di Balzano si chiamerà La Cavalletta e sarà ubicato nel cuore di Napoli, nella zona dei Decumani: l’apertura è prevista entro la fine del 2017, ma l’indirizzo esatto resta al momento top secret per evitare sabotaggi da parte di chi è contrario all’introduzione nella nostra dieta della carne di insetti. Un timore più che comprensibile, considerata la grande tradizione culinaria napoletana.

Alfonso ha voluto rilasciare delle dichiarazioni ai lettori di VesuvioLive.it:

Come è nata l’idea di aprire questo ristorante?

Voglio prima di tutto raccontare in che modo sono venuto a contatto con la carne di insetto, un alimento che prima di viaggiare al di fuori dell’Europa mai avrei pensato di poter mangiare. Un tempo, apprendendo dell’esistenza di alcune popolazioni che ne fanno un uso abituale, provavo un sentimento di forte repulsione esattamente come lo staranno provando le persone alle quali mi rivolgo.

Un giorno io e la mia compagna ci trovavamo a Bangkok e per nostra sventura siamo stati derubati in un’auto, minacciati con un coltello da parte di un uomo che si era spacciato per tassista e che, nel frattempo, ci aveva portati in un luogo lontano dalla zona turistica per renderci complicato chiedere aiuto. Si prese portafogli, cellulare, macchina fotografica ed orologi, tutto quello che avevamo con noi (per fortuna lasciammo gioielli e la maggior parte dei contanti in hotel).

Tutti coloro che incontravamo conoscevano soltanto il dialetto del luogo, così affamati e con pochi spiccioli in tasca fummo costretti a mangiare ciò che potevamo avere a disposizione. Assaggiamo dapprima delle larve, che ci sembravano le meno “disgustose”: con nostra grande sorpresa erano deliziose. Dopo qualche ora riuscimmo a farci aiutare e facemmo ritorno in albergo. Era il 2008 e la nostra vita cambiò, la nostra mente e i nostri sensi si aprirono a ciò che era sempre stato un tabù.

Da allora siamo andati in giro per in mondo e abbiamo assaggiato qualsiasi cosa, senza paura; alcuni insetti non sono stati di nostro gusto, ma è una cosa normale: la mia compagna per esempio adora gli scarafaggi, io li detesto. L’Expo di Milano ha aperto la strada all’abbattimento di questa barriera fatta di pregiudizi, così sull’onda dell’entusiasmo ho deciso di aprire il primo ristorante di insetti d’Italia a Napoli, la mia città, che adesso potrà annoverare un altro record. Gli insetti sono il cibo del futuro, sarà un orgoglio per Napoli avere tale primato.

Come si preparano gli insetti per l’alimentazione? 

Gli insetti possono essere mangiati sia crudi che cotti; quelli crudi, ovviamente, vengono prima ben lavati e spesso si mangiano ancora vivi. Quelli cotti possono essere bolliti, fritti e addirittura essere l’ingrediente principale di elaborate ricette, sia salate che dolci. Sono, insomma, un ingrediente come un altro. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, un formaggio della Sardegna che contiene delle larve ed è consumato da tempo immemore – il Casu frazigu – per il quale è stato richiesto il marchio DOP: questo per ribadire che il consumo di insetti non è totalmente lontano dalla nostra cultura.

Hai già ideato una “fusione” con la cucina napoletana?

Proporremo sicuramente dei piatti della tradizione partenopea: dal ragù al cuoppo, dalla genovese al polpettone, tutto sarà “condito” dalla loro presenza: cavallette, grilli, farfalle, api e chi più ne ha, più ne metta.

*L’ARTICOLO RAPPRESENTA UNO SCHERZO PER CELEBRARE LA GIORNATA DEL 1 APRILE

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