TAV Napoli Afragola: serve o è una cattedrale nel deserto? Tutte le risposte

Foto da zaha-hadid. com

Un’opera inutile, uno spreco di denaro, una cattedrale nel deserto. Questo è nell’immaginario complessivo ciò che rappresenta la nuova stazione di Napoli Afragola inaugurata il 6 giugno 2017, operativa dall’11 giugno nella sua prima fase quando accoglierà ogni giorno 36 treni dell’Alta Velocità.

Di questi, 32 fermeranno anche a Napoli Centrale, dunque il timore da molti paventato di un possibile isolamento nel capoluogo campano almeno per il momento è scongiurato, ma anche in futuro dovrebbe esserlo. La stazione di Napoli Afragola è concepita, infatti, principalmente come un hub, ossia un punto di snodo in cui il collegamento con Napoli resta imprescindibile.

L’utilità di un’opera pubblica come una stazione ferroviaria si stabilisce in base a un preciso parametro: la sua utilizzabilità, la quale a sua volta dipende dal numero di treni in transito e dal bacino di utenza.

I COLLEGAMENTI. In questa prima fase, abbiamo già detto, saranno 36 i treni che fermeranno ad Afragola, 32 dei quali fermeranno anche a Napoli. Si tratta di 2 coppie di 18 treni, ovvero 18 Frecce di Trenitalia e 18 Italo di NTV, che assicureranno collegamenti Milano, Torino, Roma, Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Verona.

Interno Stazione Afragola
Interno della stazione al completamento

LA SECONDA FASE DI ATTIVAZIONE. Tra 5 anni, nel 2022, la stazione Napoli Afragola sarà a pieno regime con l’attivazione della seconda fase: l’hub servirà un bacino urbano di 3 milioni di abitanti dell’area metropolitana di Napoli grazie alla connessione con la Circumvesuviana, mentre con il completamento della linea Napoli – Cancello – Frasso Telesino avverrà il tanto atteso e discusso collegamento tra Tirreno e Adriatico, cioè tra Napoli, Bari e Foggia. Sono già in via di sperimentazione la tratta tra Salerno e Taranto passando per Potenza (Frecciarossa), così come quella tra Bari e Lecce (Frecciargento).

In questo modo, la stazione sarà fruibile anche per chi vive nei territori di Avellino, Caserta e Benevento i quali, tra l’altro, non saranno costretti a raggiungere Napoli Centrale per spostarsi con l’Alta Velocità verso Sud o verso Nord. Così si decongestiona il traffico veicolare da e per il centro di Napoli, e allo stesso tempo si permette un risparmio di tempo a chi vive nell’Area Nord di Napoli e nelle altre 3 menzionate province campane.

Esterno della stazione al completamento

LE INFRASTRUTTURE CHE SARANNO REALIZZATE. La Regione Campania si è già mossa per costruire un cavalcavia nell’ambito del Patto per la Campania e una galleria per realizzare il collegamento con la Circumvesuviana. Deve partire anche un potenziamento per il trasporto su gomma, e gli attuali 8 stalli autobus passeranno a 15 nella seconda fase. I posti auto sono 500 e diventeranno 1.400; i primi 20 minuti di sosta sono gratis, poi si paga 80 centesimi all’ora, 4 euro tutta la giornata o 40 euro al mese.

IL CORRIDOIO SCANDINAVO MEDITERRANEO. La stazione di Napoli Afragola rappresenta oggi l’avamposto meridionale del Corridoio Scandinavo – Mediterraneo, ossia un corridoio lungo circa 2.500 chilometri che unisce con l’Alta Velocità il Nord Europa e il Sud Europa. Il vertice settentrionale è quello di Copenaghen – Goteborg con le diramazioni a Oslo e Stoccolma – Helsinki; il vertice meridionale è Napoli Afragola da cui partiranno le bretelle laterali Bari – Lecce – Taranto e Reggio Calabria – Messina – Catania – Palermo – Malta.

UN CANTIERE APERTO. La stazione firmata da Zaha Hadid è ancora un cantiere a cielo aperto: se da una parte è vero che a 25 mesi dall’apertura del cantiere si è riusciti a inaugurarla (facendo passare 18 coppie di treni al giorno che non sono pochi per la prima fase, ed in considerazione delle infrastrutture ancora mancanti ma già previste), dall’altro è bastato scendere dal treno partito da Napoli Centrale per constatare ciò che è sotto gli occhi di tutti. L’edificio vero e proprio è incompleto, i rivestimenti e le vetrate sono ancora da realizzare nella loro totalità, 2 dei 4 piani non sono pronti e abbiamo già riferito delle infrastrutture che mancano.

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LA CAMORRA. La criminalità organizzata cerca di intrufolarsi in tutti i settori dove girano soldi. Non è solo un affare napoletano o meridionale, ma nazionale e lo dimostra ciò che è stato scoperto nell’ambito di Expo Milano, del MOSE di Venezia, dell’Alta Velocità a Torino e Firenze. I fatti di cronaca verificatisi ad Afragola gettano l’ombra degli affari della camorra, ma si tratta di ipotesi che fino ad ora non hanno riscontri. Le autorità stanno già indagando e lo stesso sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, ha chiesto durante l’inaugurazione l’impegno personale della Presidenza del Consiglio affinché si assicuri la trasparenza su tutto ciò che ruota intorno a quest’opera pubblica.

È UNA STAZIONE UTILE O UNA CATTEDRALE NEL DESERTO? Bisogna aspettare il 2022 per dare un giudizio. Con realizzazione effettiva delle infrastrutture più volte menzionate, che tra l’altro permetterebbero di collegare Napoli Afragola anche all’aeroporto di Capodichino nel momento in cui verrà chiuso l’anello della Metropolitana Linea 1 di Napoli, non si potrebbe affatto parlare di cattedrale nel deserto. Si tratta di un’opera pubblica bella, che può riqualificare il territorio di Napoli Nord sia perché sarebbe meno isolato, sia perché attirerebbe visitatori come avviene per la Linea 1 di Napoli, la cui bellezza fa ogni giorno il giro del mondo attraverso foto, video, approfondimenti e servizi dei maggiori Media a livello mondiale. Ci sono buoni presupposti per credere che tutto verrà realizzato, tuttavia è comprensibile e giusta la diffidenza di chi non crede alle promesse, visto a cosa ci ha abituato la storia d’Italia (si pensi alla Salerno – Reggio Calabria). È necessario allora vigilare su tutto, e pretendere che gli annunci diventino realtà.

NON DIMENTICHIAMO IL RESTO DEL MEZZOGIORNO. Attualmente i collegamenti con il resto del Mezzogiorno restano scarsi sia quantitativamente che qualitativamente, così come sono scarsi da e per la stessa Napoli. Ci vogliono ore ed ore su treni vecchi e malandati per attraversare la Basilicata, la Puglia, la Calabria, il Molise e la Sicilia quando da Milano a Roma si viaggia a 300 chilometri all’ora. Se queste regioni rientrano nel progetto del Corridoio Scandinavo – Mediterraneo, la Sardegna invece sembra nettamente tagliata fuori. Intanto già si conoscono le cifre che bisogna investire: 10 miliardi per portare l’Alta Velocità in Sicilia, 6 miliardi per la Napoli – Bari, 4 per la Calabria – un totale di 20 miliardi di euro per collegare il Mezzogiorno, 15 milioni di persone, al resto del paese e all’Europa.

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