Elezioni, record di denunce sotto il Vesuvio: a Torre del Greco oltre 50 segnalazioni

Domenica 10 giugno si sono tenute le elezioni amministrative in 761 comuni, per un totale di circa sette milioni di italiani chiamati alle urne: nonostante le promesse di cambiamento e il corollario di “homines novi” della politica schierati dai vari partiti anche in questa tornata non sono mancate denunce, querele e polemiche, sia contro candidati che contro elettori collusi, legate ai vantaggi elettorali e ai voti venduti.

Per 30 o 50 euro, come a Qualiano: nove i denunciati in seguito a un via vai sospetto presso l’abitazione di un cittadino trentasettenne che aveva trasformato, con la complicità di altre tre persone tra cui un pregiudicato, la propria casa in un vero e proprio comitato di reclutamento elettori. Sul cellulare di due giovanissimi le prove a testimonianza della compravendita: la foto del voto espresso a favore di un candidato sindaco e di un candidato consigliere. Due dei denunciati erano proprio candidati, “beccati” a distribuire buoni pasto per la colazione.

Balzata agli onori delle cronache nazionali per gravi irregolarità elettorali anche la città di Castellammare: al quartiere S.Marco la foto alla scheda è valsa la denuncia e l’annullamento del voto a un padre e una figlia. Immediata la condanna via social di concittadini e opposizione: il candidato Scala, come riporta StabiaChannel, in una videodenuncia si è esposto al punto da citare la lista e il candidato presumibilmente colpevoli del voto di scambio.

Il click sospetto ha incastrato anche una donna di San Giuseppe Vesuviano, che è riuscita a far sparire l’immagine prima dell’arrivo dei carabinieri allertati dai componenti del seggio. Foto alle schede anche in provincia di Caserta.

Non ha fatto eccezione la Città del Corallo, nonostante la scarsa affluenza alle urne (circa il 58 % contro il 69,67% del 2014): il Forum dei Giovani ha consegnato oltre cinquanta segnalazioni di anomalie. Foto alle schede, fac-simile consegnati fuori tempo massimo, telefoni dimenticati in cabina, candidati che non hanno rispettato la distanza legale dai seggi.

Numerosi i post di denuncia sui social, da cui emerge un chiaro malcontento circa il mancato rinnovo della classe elettorale, in buona parte riconfermata dall’elezione a sindaco di entrambi i candidati al ballottaggio: le vittime preferite della compravendita elettorale sembrano essere giovanissimi attirati dal soldo facile. Non manca chi scrive di scambio di bigliettini fuori dai seggi o offerte di soldi recapitate tramite telefonate o sms anonimi.

L’ombra del voto di scambio grava anche su Puglia e Sicilia: ad Altamura, come riporta il Fatto Quotidiano, il presidente di seggio è inspiegabilmente uscito con una scheda elettorale in mano ed è subito stato attorniato da cittadini in cerca di spiegazioni. Altissima la tensione, come si evince dalla videodenuncia del candidato consigliere Giorgio Fiore: è stato necessario l’intervento della polizia.

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