Dalle umili origini al grande successo: la storia di Dora Romano, la maestra Oliviero

Il successo de “L’amica geniale” si sta diffondendo in tutto il mondo. La serie TV andata in onda su Rai 1 martedì sera è ispirata ai libri di Elena Ferrante letti ed amati in tutto il mondo. Un trionfo annunciato, quindi, per la fiction favorito anche, e soprattutto, dall’eccezionale interpretazione dei singoli attori: basti pensare a Elisa Del Genio e Ludovica Nasti, le giovanissime attrici debuttanti che hanno interpretato le bambine protagoniste.

Personaggio altrettanto potente è la maestra Oliviero. Donna forte ed evoluta rispetto ai tempi, la serie è ambientata nei vicoli di Napoli degli anni ’60, che dopo essersi accorta delle fenomenali doti della sua allieva Lila si batte per valorizzarla e farla uscire dalla povertà in cui versa. Una figura più che positiva interpretata da un’attrice di spessore come Dora Romano.

Parliamo di una delle attrici più talentuose non solo del panorama napoletano, ma di tutta Italia. Nata a Castellammare di Stabia racconta di esser stata nella classe del grande commediografo stabiese Annibale Ruccello. Quando decise di allontanarsi da Napoli lui stesso cercò di trattenerla e farla lavorare sul territorio. Ma Dora ha sempre lavorato sul suo talento studiando con Vittorio Gassman e facendo la gavetta con i grandi del teatro, primo fra tutti Eduardo De Filippo.

Lo studio e la dedizione alla recitazione l’ha portata molto lontano dai vicoli di Castellammare dov’è cresciuta. Il suo ruolo più prestigioso è stato sicuramente in “Profumo – Storia di un assassino” dove interpretava Madame Baldini, moglie del creatore di profumi interpretato da Dustin Hoffmann. È stata anche protagonista del rifacimento teatrale del musical “Sister Act”. Ultimo dei suoi lavori “Sulla mia pelle”, film evento di Netflix sul caso Cucchi.

Nonostante il successo, nonostante l’abitudine a cast internazionali, l’attrice non ha dimenticato la sua terra ed, anzi, così ha commentato la partecipazione alla fiction: “Siccome io ho origini molto umili della provincia di Napoli, mi sono sentita praticamente come se stessi raccontando la mia vita. Nel senso che io sono cresciuta in quegli anni, ho 63 anni, e ho ritrovato tutto quello che è scritto in questo primo volume: le atmosfere, le strade, le persone, l’ambiente, la povertà, la scuola”

Il suo passato è tornato anche nell’interpretazione del personaggio, così come ha ammesso tempo fa in un’intervista a LFMagazine: “ho rivisto nella maestra Oliviero almeno tre delle mie insegnanti, dalla mia maestra elementare, alla professoressa del ginnasio…erano donne molto severe ed autoritarie…è stato come tuffarmi nel passato…non sono stati anni felici per me e quindi ho cercato di dare alla maestra Oliviero quello che allora mi mancò nelle mie insegnanti e cioè una maggiore dolcezza, ascolto e rispetto delle differenze.”

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