Patrigno massacra di botte una bimba di 22 mesi, è gravissima: “Piangeva troppo”

A poche settimane dalla tragedia di Cardito, vi è un nuovo caso di violenza familiare contro minori. Questa volta la vicenda è avvenuta a Genzano (Roma), dove una bambina di soli ventidue mesi è stata ridotta in fin di vita dal patrigno.

Il tutto è successo la sera di mercoledì 13 Febbraio, quando Federico Zeoli, disoccupato ventiquattrenne originario del Molise, ha massacrato di botte la figliastra. Da quanto risulta, Zeoli al momento dell’accaduto era solo in casa con la bimba e la sua gemellina. A provocare la violenza inaudita del ragazzo sarebbe stato il pianto della bimba. Lui stesso ha poi dichiarato: “Piangeva troppo, ho perso il controllo e l’ho picchiata”.

Al momento del tragico evento, Sara (madre della piccola) non era in casa. Ella, non pensando minimamente che potesse accadere una cosa del genere, ha lasciato in custodia le figlie col suo nuovo compagno. Al rientro a casa, la signora ha così visto una delle figlie ricoperta di sangue e l’ha portata subito davanti all’ospedale di Genzano, purtroppo chiuso. Così nella disperazione, ha iniziato ad urlare e a chiedere soccorso.

Ad ascoltare le sue urla è stata la vigilanza che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuta una volante della Polizia di Stato, che la portata all’ospedale dei Castelli, poi il trasferimento al Bambin Gesù di Roma, dove attualmente la bimba si trova ricoverata con prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. I medici fanno sapere che, nonostante varie operazioni chirurgiche, la piccola si trova ancora in pericolo di vita, in condizioni gravissime. Sembra infatti che le percosse le abbiano causato un ematoma cerebrale.

Zeoli è stato raggiunto nell’abitazione dalla Polizia di Stato e arrestato con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. Secondo le informazioni apprese, il ragazzo ha precedenti di polizia per stalking e lesioni. La coppia conviveva da due mesi, ma già da qualche settimana il rapporto era in crisi.

Rincresce constatare un nuovo caso simile a quello di Cardito. È atroce sapere che la violenza efferata e gratuita verso i minori resta una piaga dilagante.

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