Cardinale Sepe sulla tragedia di Noemi: “I cittadini devono fare di più”

Crescenzio Sepe

Tutti si uniscono al dolore della famiglia di Noemi, anche il Cardinale Sepe, che guida la Curia di Napoli da 13 anni. Ha dichiarato, al quotidiano La Repubblica, che “lo Stato e l’apparato della sicurezza, ma anche i cittadini devono fare di più. Meno tolleranza, più azioni coerenti”.

“Dobbiamo fare uno sforzo, sentirci parte di un’unica comunità fino in fondo, avere anche più fiducia nella giustizia, nelle istituzioni, ammette il Cardinale, nella speranza che Noemi, non sarà anche lei parte delle vittime di camorra. La terribile vicenda chiarisce anche l’indifferenza delle persona davanti ad atti criminali ed anche l’Arcivescovo si accorge di questa tendenza, che sembra aver preso il sopravvento su tutti: “Io non chiedo atti di eroismo, – afferma Sepe – non dico che un cittadino debba sostituirsi a un bravo poliziotto o carabiniere o magistrato. Esiste una collaborazione anche tutelata, o anche silenziosa, perfino anonima, nella responsabilità della coscienza. Possibile che in un rione così popolato, alle cinque e mezza del pomeriggio, nessuno abbia vista e nessuno abbia saputo nulla”.

Inoltre il Cardinale Sepe rispetta la decisione della famiglia di Noemi, quella di portare la bambina via da Napoli. 
“Sarebbe davvero un fallimento nostro, se una giovane famiglia fosse spinta a scappare dalla città che ama e a cui aveva dato due bambini. Ma un altro appello va lanciato a chi può e deve creare lavoro, in questa città: non solo istituzioni, ma borghesia attiva. Abbiamo un bisogno enorme di un’economia etica: che porti frutto, ma che non metta al centro solo il profitto”ha dichiarato il Cardinale, durante l’intervista di Conchita Sannino.
Le riflessioni dell’Arcivescovo lasciano tanto da pensare, a tutti noi, in una primavera contrassegnata dalla morte di troppi innocenti e da Noemi, che a soli 4 anni, deve combattere tra la vita e la morte.

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