Papà di Noemi: “Restiamo a Napoli, sono i camorristi che devono andarsene”

Napoli – In queste settimane tutta Napoli si è stretta attorno alla piccola Noemi, la bambina di soli 4 anni ferita il 4 maggio nel corso di una sparatoria di camorra in piazza Nazionale. La bambina ha lottato tra la vita e la morte con i polmoni perforati da un proiettile. Ora le sue condizioni di salute sembrano stabilizzarsi, ma la paura resta tanta. Così come resta tanto lo sdegno per un simile gesto, la rabbia nei confronti di una criminalità cieca.

Il giovane padre della bambina, che ha vegliato su di lei insieme alla madre in tutti questi giorni, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera. A caldo aveva dichiarato di voler lasciare Napoli per far crescere la figlia lontana da tutto questo, ma ora sembra aver raggiunto una nuova consapevolezza: “Io non lo so quanto tempo ci vorrà per riuscire a fare di nuovo una passeggiata in strada senza aver paura e senza pensare a quel giorno terribile – ammette – Però noi Napoli non la lasciamo. Sono i camorristi che devono andarsene da questa città bellissima, non le persone per bene”.

Sull’affetto dimostrato da tutti i napoletani ha dichiarato: “È una città con un cuore infinito, che oggi ha dato una risposta bellissima. Dobbiamo difenderla tutti insieme: noi napoletani per bene ma anche le istituzioni. Bisogna impedire che diventi ostaggio di chi vuole trasformarla in un territorio di guerra, di chi va a sparare all’impazzata, senza preoccuparsi di fare anche una strage, come poteva succedere quel giorno in cui e’ stata colpita la nostra bambina”

Su chi ha sparato non ha dubbi: “Quell’uomo dovrebbe rendersi conto che non ha ferito soltanto Noemi: ha ferito lo Stato. Quando si fa violenza ai bambini è come se si colpisse l’intero Paese. Noi ci auguriamo che chi quel giorno ha sparato sia condannato dalla giustizia al massimo della pena. Poi, se ha una coscienza, si interroghi sul male gratuito che ha fatto”.

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