Prete pedofilo confessa: “Sono colpevole di tutte le accuse. Spero riescano a perdonarmi”

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NAPOLI – Le dichiarazioni schok dell’ex parroco di Trentola Ducenta. «Chiedo scusa alla famiglia della bambina. Spero riescano a perdonarmi. Ho intrapreso un percorso spirituale. Mi affido alla giustizia divina e terrena. Sono colpevole» ha detto don Michele Mottola, il prete pedofilo arrestato lo scorso 8 novembre con l’accusa di aver abusato sessualmente di una bambina di 11 anni.

«Mi assumo tutte le responsabilità. Sono colpevole di tutte le accuse che mi vengono contestate. E’ tutto vero» ha dichiarato il prete nel corso dell’interrogatorio di ieri mattina nel carcere di Secondigliano.

«Non voglio fare apparire don Michele Mottola come una vittima – ha affermato Antimo D’Aterio, legale dell’ex parroco, a microfoni di Adnkronos – ma in questo momento è molto provato perché dieci giorni fa è stato aggredito dal papà della bambina, vittima degli abusi sessuali, sull’asse mediano nel territorio di Napoli. Gli è stato fatto un vero e proprio agguato. Episodio che è stato denunciato alla magistratura. E’ stato speronato con l’auto e aggredito fisicamente. Solo l’intervento di due motociclisti ha evitato il peggio. Basta guardare le foto delle auto che abbiamo conservato per capire la gravità dell’episodio».

«Sul posto – ha concluso il legale – sono stati allertatiti vigili urbani di Napoli e don Michele è stato pure refertato in ospedale per alcune ferite riportate al volto. Ma al di là di tutto ciò ripeto lui ha ammesso sia con il vescovo che con il gip oggi questa sua debolezza e ha chiesto scusa a tutti. Se il gip non dovesse concedergli i domiciliari aspettiamo la fissazione del riesame per chiedere una pena meno afflittiva».

Il prete pedofilo è stato incastrato grazie ad un audio registrato dalla giovane vittima e consegnato alla procura. In seguito alle indagini, l’ordine sacerdotale ha imposto al parroco l’allontanamento dalla chiesa, mentre i genitori della vittima hanno denunciato l’accaduto al programma televisivo Le Iene.

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