Voragini e crolli: perché Napoli si sgretola col maltempo

Napoli – Questa mattina è ricominciata l’ormai tradizionale conta dei danni dopo il maltempo. Il vento forte ed i temporali delle ultime ore hanno messo in ginocchio l’intera area vesuviana. Così, ci troviamo ancora una volta a guardare foto di strade crollate fra fango e detriti, voragini aperte fra i palazzi, alberi caduti e veicoli sprofondati nel manto stradale. Senza contare, poi, i danni alle strutture, i crolli e gli allagamenti.

Ogni allerta meteorologica sembra assumere, a Napoli, connotati apocalittici. Non stupisce, quindi, che venga disposta spesso la chiusura delle scuole come misura preventiva. Basti pensare che a Giugliano un camion della nettezza urbana è sprofondato proprio a pochi metri dal Primo Circolo Didattico.

In molti sostengono che la nostra terra “Non sia fatta per sopportare il maltempo”, che “non siamo abituati”. La verità è che non sono le condizioni climatiche ad essere eccessive, ma la vera emergenza sta nell’incuria. Simili fenomeni atmosferici evidenziano solo una situazione di fatto, mostrano la polvere sotto al tappeto.

Un temporale, anche piuttosto forte, è normale, non è normale che la pioggia spacchi la strada ed apra delle voragini: se la strada fosse sottoposta alla dovuta manutenzione, se già nella costruzione non si pensasse solo al maggior guadagno la pioggia sarebbe solo pioggia, non una cosiddetta “bomba d’acqua”. Se il manto stradale ha dislivelli e buche anche poche settimane dopo esser stato riasfaltato, non ci meravigliamo che si apra sotto l’acqua scrosciante.

La stessa chiusura delle scuole è emblematica per mostrare il degrado. Al Nord, ad esempio, nonostante la neve alta, i nubifragi, le mareggiate è rarissimo che le scuole vengano chiuse. I bambini sono più resistenti? I Comuni non si preoccupano? I genitori non amano i figli e li lasciano in balia del tempo avverso? Il problema è sempre legato alle strutture.

La maggior parte delle strutture scolastiche del nostro paese soffre di carenze strutturali gravi: fosse anche solo cornicioni pericolanti. Ogni anno vengono predisposti lavori di ristrutturazione focalizzati sulle aree più critiche, lasciando, per carenza di fondi, il “grosso” in sospeso.

In tali condizioni quale Comune prenderebbe la responsabilità di mandare i bambini a scuola, quando potrebbero sprofondare in una voragine o finire schiacciati sotto calcinacci pericolanti? Così, piuttosto che mettere in sicurezza strade e strutture si preferisce sacrificare un giorno, due, di scuola, si sceglie la soluzione più immediata e facile.

Sono anni che le allerte meteo vengono annunciate con conseguenti divieti ed in questi anni non si è mai fatto qualcosa di considerevole per contrastare i pericoli legati ad un semplice temporale. I recenti avvenimenti dimostrano che mentre nel resto del mondo si resiste ad uragani e terremoti, a Napoli si può morire per vento e pioggia, che sia per un albero caduto o per una strada vuota sotto.

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