Coronavirus, crisi turismo in Campania: a Napoli il 45% di disdette delle prenotazioni

Il Presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo ha chiesto alla Regione lo stato di crisi per il comparto turismo a causa del Coronavirus: “L’emergenza Covid-19 ha portato alla disdetta delle prenotazioni sino al 45% solo per la città di Napoli, al blocco totale da maggio in poi: la nostra economia sarà presto in ginocchio senza aiuti dal governo regionale e nazionale“.

L’emergenza dovuta al Coronavirus mette in grave difficoltà le aziende della nostra regione. Per questo motivo Confesercenti Campania, in linea con quanto richiesto da Confesercenti Nazionale, ha ufficialmente richiesto al Presidente della Giunta della Regione Campania Vincenzo De Luca il “riconoscimento stato di crisi del comparto turismo, commercio e servizi”.

Nella richiesta, già inviata ufficialmente, il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo sollecita la convocazione urgente di «un Tavolo Regionale di crisi con provvedimenti immediati, a supporto delle attività economiche del commercio, turismo e servizi». Schiavo infatti rivela i primi allarmanti dati dell’effetto della situazione legata al Coronavirus sull’economia delle aziende campane. «Nella sola città di Napoli ci sono già state disdette e cancellazioni di prenotazioni per una percentuale che va dal 35% al 45% sino al mese di maggio e, inoltre, c’è un totale blocco di prenotazioni per i mesi successivi, con conseguenze tragiche per Pasqua e per i mesi estivi che rappresentano il 30-40% degli incassi annuali. Il comparto turistico rischia la paralisi, le ricadute sull’economia della nostra regione possono essere devastanti, dal momento che ad essere inficiata sarebbe l’intera filiera economica (bar, ristoranti, pubblici esercizi, cinema, trasporti, negozi di souvenir e abbigliamento, ecc…). E’ l’intero indotto economico campano ad andare in crisi, con una forte contrazione dei consumi in generale e con conseguenze anche drammatiche sulla sopravvivenza delle nostre aziende e sulla conservazione dei posti di lavoro. Per questo – conclude Schiavo – chiediamo l’adozione di provvedimenti urgenti da parte del Governo Regionale, sulla scorta di quanto si sta decidendo a livello nazionale. C’è necessità di aiuti da parte dei governi nazionale e regionale».

LEGGI ANCHE
Coronavirus: chiudono anche le Università, ma le sessioni di laurea si terranno regolarmente

Nella richiesta inviata al Governatore De Luca, sottoscritta dal Presidente Vincenzo Schiavo insieme al Direttore Generale Pasquale Giglio, c’è preoccupazione anche per le conseguenze “sulle attività relative al commercio su aree pubbliche, dal momento che in molti Comuni i mercati fieristici sono stati soppressi con apposite Ordinanze Comunali, nonostante la mancanza totale di episodi di contagio del Coronavirus”.

I DATI NAZIONALI. In vista del vertice tenutosi oggi al Ministero per lo Sviluppo Economico e con il Ministro Stefano Patuanelli, i dati dell’impatto sull’economia dell’emergenza per il Coronavirus sono stati già diffusi da Confesercenti Nazionale. La stima in Italia è di una perdita di circa 3,9 miliardi di euro di consumi. Una frenata che avrà infatti conseguenze pesanti sul tessuto imprenditoriale: potrebbe portare alla chiusura di circa 15mila piccole imprese in tutti i settori, dalla ristorazione alla ricettività, passando per il settore distributivo ed i servizi. L’impatto sull’occupazione potrebbe superare i 60mila posti di lavoro. E ovviamente queste criticità riguarderebbero anche la Campania.

LEGGI ANCHE
"Quarantena": cos'è, perché la osserviamo e come nasce questa parola

IL COMUNICATO CONGIUNTO DI ASSOVIAGGI CONFESERCENTI, AIDIT, ASTOI E FTO.
A seguito del recente e repentino aggravarsi degli eventi, Aidit, Assoviaggi Confesercenti, ASTOI e Fto chiedono con forza, in un comunicato congiunto che riguarda l’intero territorio nazionale, che il turismo sia tutelato e supportato in questo momento di profonda crisi. E’ necessario che le istituzioni mettano prontamente in campo misure di sostegno straordinarie per le imprese turistiche, che contribuiscono al PIL per il 13% e per il 14,7% all’occupazione nazionale. Tra le misure richieste rientrano: la sospensione dei pagamenti, dai versamenti contributivi a mutui e alle bollette, la riduzione dell’aliquota IRPEF, l’accesso agevolato al credito e agli ammortizzatori sociali esistenti per le imprese; istituzione di aiuti speciali per gli organizzatori di viaggi; fondi UE a sostegno delle imprese italiane.

LEGGI ANCHE
Coronavirus, sindaco Ottaviano: "Qui 40 posti per contagiati, ma fate presto"

Potrebbe anche interessarti