Coronavirus, funziona il farmaco anti-artrite provato al Cotugno su 20 pazienti campani: estubati due di loro


Buone notizie arrivano dall’Ospedale Cotugno di Napoli. Funziona il mix di farmaci sperimentato nelle strutture sanitarie campane ed esteso poi a tutta Italia. Sono due i pazienti che infatti sono stati estubati lasciando così la terapia intensiva.

Come rende noto l’Ansa:

Dal Cotugno di Napoli giunge la notizia che sono stati estubati i primi due pazienti tra i venti trattati nel capoluogo campano con il farmaco contro l’artrite reumatoide già usato in Cina contro le polmoniti da coronavirus. I due hanno rispettivamente 63 e 48 anni, attualmente sono in ventilazione assistita ma da qui a un paio di giorni, se mantengono il livello di respirazione attuale, potranno essere trasferiti in reparto. “E’ un’ottima notizia – commenta il primario del Cotugno Vincenzo Montesarchio – erano in condizioni molto gravi, in rianimazione, intubati con una polmonite a evoluzione pessima e con prognosi riservata”.

I due erano in pericolo di vita ricoverati al Cotugno e invece hanno reagito molto bene al farmaco. Un’ottima notizia quindi per gli altri pazienti in attesa del mix di farmaci. Infatti proprio oggi in circa 30 ospedali d’Italia parte la sperimentazione nazionale, un motivo di orgoglio per i campani come sottolineato dal governatore Vincenzo De Luca:

“Da Padova a Cosenza, Nord, Centro e Sud Italia, in oltre 30 strutture ospedaliere coordinate da Napoli dal prof. Paolo Antonio Ascierto attraverso il Cotugno e l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”, è in atto un grande sforzo collettivo per comunicare il prima possibile all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, i risultati della sperimentazione del tocilizumab sui pazienti affetti da COVID-19. Una speranza, un esempio di grande professionalità e di grande unità del nostro Paese. Grazie a tutti”.

Qualche giorno fa, altri pazienti a cui era stato somministrato il farmaco erano migliorati. Naturalmente ogni caso è a sé e dipende anche da altri fattori. Ciò però aveva spinto l’Aifa ad approvare al Pascale lo studio del farmaco, usato prima per l’artrite reumatoide, contro il Covid-19.


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