“Viviamo tutti un respiro alla volta”: parla la vedova di Pasquale Apicella

Rompe il silenzio Giuliana Ghidotti, vedova di Pasquale Apicella, agente di polizia morto per sventare una rapina lo scorso 27 aprile. In una intervista rilasciata a La Repubblica, spiega come ogni giorno sia difficile fare i conti con il loro bambino che, all’improvviso ha perso per sempre il suo papà.

Si è trovato dalla sera alla mattina privato dell’amore più grande che un bambino possa mai ricevere, l’affetto di uno dei genitori lo ha lasciato per sempre. Dov’è il corpo di babbo?”. “Ma al funerale sta vestito o nudo? ” . “Com’è morto ?”. “Ma non torna più, eh?. “Ma sta sotto terra? Ci stanno i vermi? “.

Queste le terribili domande che dal quel maledetto giorno lo affliggono. In occasione della visita di Matteo Salvini a Napoli, che lo ha omaggiato con una corona di fiori, la vedova si mostra riconoscente alle autorità ministeriali che, in questo straziante periodo non la hanno mai abbandonata. Allo stesso tempo, però, non vuole assolutamente che la politica strumentalizzi il loro dramma.

Non è stata dimenticata da nessuno, in particolare dal corpo della polizia che in qualche modo ha saputo darle, per quanto possibile, un po’ di affetto. Giustizia per Pasquale deve essere fatta, chi lo ha ucciso deve pagare. “Viviamo tutti un respiro alla volta” dice Giuliana.

Quando capitano simili tragedie la vita sembra quasi che si fermi di botto, non si riesce più a vedere la luce che prima era ben chiara. Una moglie senza un marito, un piccolo senza il padre, i criminali artefici di tutto questo male è giusto che paghino il prima possibile. Anche se nessuno le restituirà più Pasquale, in fondo al suo cuore troverà un pochino di pace.

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