Conte: “La proroga dello stato d’emergenza non significa tornare al lockdown, nessuna misura restrittiva sarà presa”

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Dopo l’informativa di ieri al Senato, il premier Giuseppe Conte ha parlato oggi alla Camera per chiedere la proroga dello stato d’emergenza fino ad ottobre. Queste le parole del presidente del Consiglio:

“Ieri si è tenuto un Consiglio dei Ministri e si è esaminato se prorogare o meno lo stato d’emergenza. Ricordo una cosa che sembra sfuggire: è previsto dal codice di Protezione Civile, una fonte di rango primario di carattere generale la cui legittimità è stata vagliata dalla Corte Costituzionale. Essa è il presupposto per l’adozione di provvedimenti efficaci e far intervenire il sistema della Protezione Civile. Il potere di ordinanza è quello più intenso. Lo Stato d’emergenza dal 2014 ad oggi è stato adottato 154 volte, 84 le delibere di proroga. 38 le ordinanze che cadrebbero”. 

Fico ha dovuto richiamare la Camera quando Conte ha parlato della tutela della sanità pubblica con le navi di sorveglianza mandate a controllare i migranti. Per il premier Conte senza la proroga dello stato d’emergenza cadrebbe il ruolo del Commissario Straordinario che tante cose sta facendo in questi mesi:

“La struttura commissariale sta distribuendo il materiale alle regioni, sia quello di protezione individuale che quello per gli studenti, è fondamentale per il rafforzamento delle strutture ospedaliere con riferimento ai reparti di terapia intensiva, e per il rafforzamento delle filiere produttive necessarie al contrasto dell’emergenza, sta aiutando il ministro della Giustizia. Ci sono anche comportamenti come il divieto di assembramento in luoghi pubblici e la distanza di un metro nelle riunioni che cadrebbero. Benché la proroga non sia condizione di legittimità di estenderla ulteriormente e in concreto i presupposti che giustificano la proroga si radicano nella dichiarazione dello stato d0emergenza. E una scelta inevitabile e obbligata fondata su disposizioni tecniche. Non sto dicendo che è preclusa una valutazione politica ma il governo sta operando questa valutazione su istanze organizzati, operative non per un uso strumentale perché si vuole assumere un atteggiamento liberticida e si vuole reprimere il consenso. Sono affermazioni gravi

Non si attribuisca al governo e non si faccia confusione con la popolazione, c’è qualche cittadino che crede che la proroga significa tornare al lockdown e tornare a misure più restrittive. Non è così. Non vogliamo introdurre misure più restrittive ma intervenire con speditezza. Non dobbiamo alimentare paure ingiustificate nella popolazione. Questa drammatizzazione dà un’immagine sbagliata dell’Italia. Saranno prese in considerazione solo provvedimenti minimi che limitano i comportamenti. Sono stati attribuiti significati di ogni tipo alla proroga dello stato d’emergenza tra cui quelli di dare poteri extra ordinem da parte mia. C’è stata la tesi giuridica per cui bisognava procedere con ordinanze del ministro della salute anche in piena emergenza. La proroga non incide sul potere del prescindere del consiglio nell’emanare decreti. Il Senato propone la proroga al 15 ottobre e il governo si atterrà a quanto deciso”. 

Sul ritorno a scuola:

“Sono più di 10 milioni le persone che devono tornare a scuola. La pandemia non è ancora esaurita e vogliamo prorogare le misure”.

 

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