Chi è Pietro Ioia, il garante del Comune di Napoli arrestato: faceva entrare droga e cellulari in carcere

Pietro Ioia
Pietro Ioia

Pietro Ioia garante dei detenuti del Comune di Napoli è stato arrestato questa mattina per avere introdotto e consegnato ai detenuti cellulari e droga.

Chi è Pietro Ioia

Ioia ha 63 anni, negli anni ’80 è stato arrestato per trafficante internazionale di stupefacenti. Condannato a 22 anni di reclusione ha scontato tutta la pena. Pietro Ioia esce dal carcere e cambia totalmente vita, inizia a difendere gli ospiti della casa circondariale, fondando l’Associazione Ex Detenuti Organizzati Napoletani e denunciando le condizioni di vita assurde dei carcerati in tutt’Italia.

Nel suo racconto c’è anche “Cella Zero” un racconto crudo delle torture subite dai suoi compagni di reclusione in una stanza buia di Poggioreale. Tramite la sua associazione il garante è diventato un punto di riferimento per i detenuti e le loro famiglie. Nel 2019 venne nominato Garante dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Il garante comunale dei detenuti è una figura non prevista dalla legge. Esiste il garante regionale dei detenuti. La nostra amministrazione è stata sempre molto sensibile al tema delle carceri e delle vite di chi è privato della libertà personale e di chi lavora negli istituti penitenziari. Decidemmo, accogliendo anche le richieste di associazioni sensibili su questo tema, di istituire il garante comunale dei detenuti. Facemmo un bando pubblico per conferire l’incarico, senza previsione di compenso“, afferma Luigi de Magistris.

Il commento di De Magistris

Scegliemmo, dopo una riflessione in giunta, Pietro Ioia per dare un segnale di fiducia soprattutto al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena. Ioia, pregiudicato per fatti gravi in anni passati, aveva pagato per i crimini commessi, ma aveva da tempo cambiato vita dedicandosi proprio al riscatto culturale e al recupero sociale e umano delle persone che hanno sbagliato. Pensavamo che fosse una persona adatta per comprendere il dramma del carcere ed essere un punto di riferimento per chi volesse cambiare nella vita scegliendo la legalità. Come altri, diversi ne conosciamo a Napoli, che da criminali sono divenuti, con successo, testimoni di una vita che può cambiare, nella cultura, nelle professioni, nel sociale“, prosegue l’ex sindaco di Napoli.

Se Ioia, che nel frattempo da circa un anno è stato anche confermato dalla nuova amministrazione, ha commesso, come valuterà la magistratura nella sua autonomia nel principio di presunzione di innocenza che vale per tutti, i fatti gravi per cui è stato attinto da ordinanza di custodia cautelare vuol dire che avrà non solo sbagliato nuovamente, ma tradito la fiducia di due amministrazioni comunali e anche dei detenuti che avevano riposto in lui la fiducia che potesse essere un riferimento sensibile, per la sua esperienza carceraria, nella tutela dei più deboli e dei diritti non di rado negati a chi è privato della libertà personale“, continua de Magistris

Fu una scelta coraggiosa, come tutte le scelte coraggiose dall’esito per nulla scontato, peccato che Ioia abbia tradito, come sembra, la fiducia in chi crede e continuerà a credere nella funzione rieducativa della pena e di poter offrire sempre una chance di riscatto alle persone”, conclude l’ex primo cittadino.

Stamattina l’arresto: cellulari e droga in carcere

Nell’ambito di un’indagine coordinata della Procura della Repubblica di Napoli, i carabinieri del Nucleo Investigativo del gruppo di Castello di Cisterna hanno effettuato 8 arresti per l’introduzione illegale di cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere di Poggioreale: oltre a diversi detenuti è finito in manette anche il garante dei diritti delle persone private o limitate della libertà personale del Comune partenopeo, Pietro Ioia.

I militari dell’arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, a carico di 8 soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e corruzione. In 6 sono finiti in carcere mentre per gli altri 2 indagati sono scattati gli arresti domiciliari.


Del gruppo degli indagati fanno parte non solo alcuni detenuti ma anche il garante Ioia che, avvalendosi del suo ruolo, avrebbe consentito il libero accesso nelle carceri di droghe e dispositivi di telefonia mobile. Il tutto previo compenso.

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