Tragedia a Napoli, 20enne si toglie la vita disperato per il lavoro

Suicidio

Ennesima tragedia a Napoli, consumata in una delle zone più difficili della città, il rione Guanella: ieri un ragazzo 20enne, padre di un bimbo di due anni, si è suicidato, in preda alla disperazione per mancanza di lavoro. I suoi più cari amici, sconvolti dalla notizia ed attanagliati dal forte ed incolmabile dolore, hanno raccontato e specificato che il ragazzo era letteralmente angosciato e demoralizzato perché non riusciva a trovare lavoro, non aveva altri problemi o dipendenze. Una persona semplice, senza vizi.

Drammi che fanno riflettere sempre più sul dilagante problema della disoccupazione, che purtroppo ultimamente spinge sempre più persone a compiere gesti estremi. Notizie disarmanti, che spesso e volentieri lasciano senza parole ed alimentano sempre più la rabbia di un’intera generazione in preda allo sconforto per la mancanza di possibilità lavorative.

Ecco le dichiarazioni di Angelo Pisani, il presidente della Municipalità, riportate dal Mattino.it: “Il dramma che lo ha ucciso è quella mancanza di lavoro che non è una conseguenza del destino, bensì una colpa grave, un macigno pesante sulla coscienza di chi ha il dovere di assicurare un futuro lavorativo alle giovani generazioni e pensa invece solo al proprio tornaconto politico. I nostri quartieri continuano ad essere ricettacolo di squallide passerelle elettorali e ancor di più lo saranno nei prossimi mesi, quando vedremo piccoli e grandi responsabili di questi autentici crimini contro l’umanità scendere dalle vetture spalleggiati da autisti, portaborse e guardie del corpo in incognito, per gettare al popolo l’ennesima dose di promesse elettoralistiche. Stavolta però si sbagliano: qui la gente non dimentica, e saranno proprio tragedie come quella del ventenne di Don Guanella a lasciare il segno, la traccia indelebile dell’abbandono politico-istituzionale che è alla base della disperazione. Rivolgo perciò un appello al premier Matteo Renzi affinché assuma immediatamente concrete e tangibili iniziative per i giovani dei nostri quartieri nel segno di nuova e duratura occupazione. Sono questi gli unici banchi di prova per un governo che dice di voler cambiare pagina. Viene prima la vita dei nostri ragazzi, poi le leggi elettorali”.

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