Carabiniere morto, il giudice: “La morte di Emanuele Reali non è stata colpa del ladro”

La morte di Emanuele Reali non è stata causa dal ladro in fuga che il vice brigadiere dei carabinieri stava cercando di catturare. L’uomo, nel tentativo di inseguire il topo d’appartamento, finì travolto da un treno in corsa a Caserta. Secondo la tesi del gip Nicoletta Campanaro, non c’è alcun collegamento tra la morte di Reali e la fuga del ladro.

Nell’ordinanza depositata ieri a conclusione conclusione dell’udienza di convalida – riportata questa mattina da Repubblica – si legge: “Le indagini hanno evidenziato che il vice brigadiere Reali ha optato per un percorso diverso rispetto all’Attanasio, scegliendo una via d’accesso alla ferrovia alternativa all’inseguito“. Di conseguenza, spiega il giudice, Reali avrebbe perso “il contatto visivo” con il ladro, avendo scelto un altro percorso.

Il vice brigadiere, quindi, ha optato per una scelta autonoma “in via teorica anche più pericolosa in relazione al punto d’ingresso, tale da incidere sulla correlazione causale tra condotta ed evento non voluto“. Il giudice, quindi, ha disposto la custodia in carcere dell’indagato, il 24enne Pasquale Attanasio, per le ipotesi di furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Tuttavia, ha escluso i gravi indizi per l’accusa di morte. Il ladro si era costituito lo scorso 6 novembre.

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