AstraZeneca, tutti scaricano le colpe: una ragazza è morta e nessuno chiede scusa

camilla canepa

Far correre la campagna vaccinale a discapito della qualità delle iniezioni. E’ questo il punto chiave che si è intuito dopo la vicenda di Camilla Canepa, la 18enne morta ieri sera dopo aver ricevuto una dose di AstraZeneca. La quantità alla qualità che è costata la vita ad una ragazza di 18 anni e chissà a quanti altri avrebbe potuto costare.

Da quando è iniziata la vicenda AstraZeneca con le sue possibili correlazioni alle trombosi, il vaccino è stato prima sconsigliato per gli under 50, poi per gli under 60, “super” sconsigliato alle donne under 50 ma, nonostante ciò è stato lo stesso iniettato per far avanzare i numeri della campagna vaccinale e non gettare le scorte.

Morte Camilla, le accuse pesanti di Crisanti

E’ attesa per oggi la decisione del Cts sul vaccino AstraZeneca, ancora non si sa se far fare il richiamo ai giovani sempre con lo stesso vaccino oppure cambiare. Una confusione totale che inficia solamente sullo stato di salute degli italiani e sulla paura delle vaccinazioni. Nessuno ancora si è preso la colpa di questo guaio, nessuno ha ancora chiesto scusa.

Ognuno scarica le responsabilità all’altro. Le regioni al Governo, il Cts non parla, gli scienziati accusano di non essere stati interpellati e intanto muoiono le persone. Ma come si fa a vivere in un’atmosfera del genere? 

A dare la colpa a Roma è stato lo stesso presidente della Regione Liguria, quella natale di Camilla Canepa, che ieri si è scagliato contro il Governo per avere una decisione definitiva. Ma una decisione definitiva non c’era già? Sì, era evitare il vaccino per gli under 60 ma tutti hanno preferito dimenticarsene per fare prima.

La possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è un suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare il volume di vaccinazioni, e quindi evitare più morti.

Ora da Roma si esprimano senza ambiguità: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso.

Oppure, si ritiene di fare a meno di AstraZeneca, pur rallentando le vaccinazioni, perché è considerato troppo rischioso? Lo devono dire gli scienziati a Roma, una volta per sempre. RESPONSABILITÀ e CHIAREZZA. Per fare in modo almeno che questa drammatica morte non sia stata vana“.

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