Salvini attacca Saviano: “Se vado al Governo gli tolgo la scorta”

In questi giorni si è accesa una dura polemica tra lo scrittore Roberto Saviano e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, sulla questione dei migranti e delle ONG.

Saviano aveva definito Salvini aberrante e ridicolo: «Nonostante si cerchi di manipolare il più possibile – come tenta di fare l’aberrante (e come sempre ridicolo) post di Matteo Salvini, che parla di Ong che hanno protetto scafisti – secondo la stessa procura di Trapani avrebbero agito “non per denaro” ma per “motivi umanitari”».

La risposta del leghista era stata secca e immediata ribadendo le sue posizioni e concludendo così: «Più sono ricchi, più se ne fregano», facendo riferimento al conto in banca dello scrittore che poi ha rilanciato:

«Medici Senza Frontiere è presente “a casa loro” con progetti di cura e assistenza. Salvini non può permettersi di attaccare chi ogni giorno salva vite umane in zone a rischio. Per lui Africa è solo una parola che serve a creare slogan insulsi che colpiscano alla pancia. Copre i suoi fallimenti politici usando come bersaglio gli immigrati.
L’europarlamentare Matteo Salvini ci dimostri di avere un progetto politico oltre alle battute da bar e agli hashtag goliardici. Altrimenti taccia».

L’ultima “puntata” della telenovela è a firma di Salvini: «Secondo quel poveretto (di spirito, non di conto corrente) di Saviano io sono (quindi voi siete) razzista, ignorante, farneticante, sgrammaticato… Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l’invasione, gli leviamo anche l’inutile scorta. Che dite?».

Tralasciando la questione ONG e migranti, in merito alla quale Salvini ha ogni diritto i difendere la sua posizione, che sia condivisibile o meno, fa specie tuttavia che il leader leghista metta in discussione la necessità della scorta a Saviano, che non è stata chiesta, essendogli al contrario stata imposta dalle autorità perché ritenuto un soggetto ad alto rischio.

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